mercoledì 30 novembre 2011

20111129 - S&P sul sistema finanziario


Situazione
Continuano le speculazioni sulle possibili opzioni per imboccare la giusta strada per  risolvere la crisi del debito sovrano europeo. Allo stesso tempo l'Italia riesce ad emettere un po' di obbligazioni (un po' meno del previsto comunque e a tassi piuttosto elevati), con una richiesta superiore all'offerta per un ratio di 1.5 circa. Nella notte però, arriva un altra serie di downgrade sul settore bancario.

USA
Dopo l'euforia di ieri, un altro po' di positività grazie ai dati sulla fiducia dei consumatori con un impressionante 56 su un attesa di 44 (aria di Natale anche negli USA?). Ad ogni modo i mercati superano il fallimento di AMR e chiudono in positivo, pur soffrendo un po' di volatilità intraday. Il downgrade arriva dopo la chiusura dei mercati, con effetto solo sui futures.
DJI +0.28%, SPX +0.22%, Nasdaq -0.58%, VIX 30.64 (-4.64%)

Europa
Buona anche la sessione europea. Si parla di assicurare le emissioni governative per una certa percentuale tramite l'EFSF, e l'emissione di titoli italiani, pur se leggermente inferiore alle aspettative (7.5 mia di EUR) e con tassi da capogiro, viene sottoscritta senza troppi problemi.
CAC +0.46%, DAX +0.95%, SMI +0.16%, SX5E +0.56%, V2X 38.66 (-0.79%)

Giappone e Asia
Il downgrade a raffica da parte di S&P sul sistema finanziario USA e Europa non passa inosservato. Si tratta di singoli "notch" qua e là, generalmente da A+ verso A, oppure da A verso A-, ma tanto basta a mettere paura agli investitori asiatici (o sui mercati asiatici) che decidono, in buona parte, di uscire dalle posizioni, facendo ritracciare gli indici.
Nikkei -0.77%
Hang Seng -1.63%, Straits Time +0.07%, Taiwan -1.21%, Shanghai -2.55%, Sensex -0.18%

FX 
USDCHF 0.9197 (0.9198)
USDJPY 77.88 (77.99)
EURUSD 1.3333 (1.3366)
EURCHF 1.2264 (1.2294)
EURGBP 0.8550 (0.8605)
GBPUSD 1.5592 (1.5530)
GBPCHF 1.4342 (1.4285)

USD libor 3 mesi 0.53% (0.52%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.02%)
USA tbond 5 anni 0.93% (0.94%)

Oro 1722.05 (1714.15)
Greggio 99.54 (98.21)
SPGS Commodity 653.49 (644.84)
Baltic Dry Index 1828 (1809)

Considerazioni
A fare più effetto non è tanto il downgrade in sè stesso, quanto piuttosto il fatto che molte banche cinesi hanno ora un rating superiore a quello delle banche europee e statunitensi. L'ennesimo segnale che le cose stanno cambiando. Nonostante questo, i mercati asiatici reagiscono piuttosto male, segno di un nuovo "risk off" ?

martedì 29 novembre 2011

20111128 - decidere, discutere, speculare di discutere sul decidere




Situazione
Più o meno tutti i rumors di venerdì e del WE sono stati smentiti. Poi non è stata presa qualche particolare decisione, non si è nemmeno partiti con le discussioni su una decisione: un bollettino diceva "si specula che i legislatori si mettano seriamente al lavoro sulla crisi del debito". Questo è bastato per mettere a segno una sessione record sui mercati... tra l'altro: ma fino ad oggi cos'hanno fatto i legislatori ?

USA
Sono rimasti in negativo solo 6 titoli su tutto lo S&P500. L'ottimismo che presto si possa giungere ad una qualche soluzione per il problema del debito europeo si è unita ai buoni dati delle vendite retail del black friday e del cyber monday.
DJI +2.59%, SPX +2.92%, Nasdaq +3.41%, VIX 32.13 (-6.79%)

Europa
Se venerdì si credeva ai rumors, la prima sessione della settimana è stato veramente un atto di fede. La sola idea che prima o poi si possa arrivare ad una soluzione sul debito sovrano, anche solo che si possa "mettersi a lavorare sodo alle possibili soluzioni" ha permesso all'indice euro stoxx 50 di recuperare praticamente l'intera perdita della settimana precedente.
CAC +5.46%, DAX +4.60%, SMI +2.35%, SX5E +5.23%, V2X 38.97 (-4.53%)

Giappone e Asia
Con l'avvicinarsi del prossimo meeting dei ministri delle finanze europei, salgono anche le attese che si possa giungere ad una soluzione per la crisi del debito sovrano in europa. A fronte di un "sell off" generalizzato negli ultimi mesi, basta questa aspettativa per spingere gli investitori a comprare un po' di azionario.
Nikkei +2.30%
Hang Seng +1.62%, Straits Time +0.44%, Taiwan +1.30%, Shanghai +1.06%, Sensex +0.16%

FX 
USDCHF 0.9198 (0.9283)
USDJPY 77.99 (77.64)
EURUSD 1.3366 (1.3296)
EURCHF 1.2294 (1.2344)
EURGBP 0.8605 (0.8576)
GBPUSD 1.5530 (1.5504)
GBPCHF 1.4285 (1.4393)

USD libor 3 mesi 0.52% (0.51%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.02%)
USA tbond 5 anni 0.94% (0.95%)

Oro 1714.15 (1705.28)
Greggio 98.21 (98.35)
SPGS Commodity 644.84 (636.12)
Baltic Dry Index 1809 (1807)

Considerazioni
In effetti i vari "tutto a posto" sono durati un paio d'ore. Il tempo di mandare alle agenzie una smentita, un po' in sordina. Poco importa. Questa volta non sono nemmeno serviti i rumors.
La probabilità di avere performance giornaliere oltre il 5%, negli ultimi 10 anni è stata dello 0.9% (85% delle sessioni sono tra -2% e +2%, il 60% tra -1% e +1%).

lunedì 28 novembre 2011

20111125 - Rumors, rumors e ancora rumors




Mercati
Multiasset

Situazione
Continuano i rumors: l'IMF dovrebbe avere un pacchetto da 600 mia solo per l'Italia (quasi il 30% del debito + interessi Italiani), i leader europei si starebbero accordando per mettere in leva l'EFSF, poi altre notizie su emissioni solo dei governi AAA (quali ???), infine notizie su un nuovo intervento della BNS su EURCHF per andare a 1.25 (o 1.35 dicevano altri). Non abbastanza per salvare il Belgio da un downgrade, o per la richiesta di un haircut ancora più importante da parte della Grecia (rumors); sufficienti a far ripartire, almeno un po' i mercati azionari europei e a dare un po' di sostegno all'EUR.

USA
Si chiude la peggior settimana del Thanksgiving dal 1932 a questa parte (parlando di mercati). I rumors in arrivo dall'Europa e i dati delle vendite del Black Friday non riesocno a compensare per il downgrade del Belgio e il continuo tira e molla europeo. Soprattutto stupisce la richiesta di valutare i bond greci a 25%, invece che 40%-50% previsto in precedenza.
DJI -0.23%, SPX -0.27%, Nasdaq -0.72%, VIX 34.47 (+1.44%)

Europa
Si fa sempre più fatica a capire cosa sia vero, cosa abbia un fondamento di verità, cosa sia solo speranza o peggio rumors fatti circolare per dare un po' di fiducia al mercato. Ad ogni modo, i vari rumors arrivano quando il mercato è piuttosto disperato e dopo una settimana piuttosto drammatica, riescono a dare un po' di sollievo.
CAC +1.23%, DAX +1.19%, SMI +0.72%, SX5E +1.01%, V2X 40.82 (+1.23%)

Giappone e Asia
Il fiotto di rumors che si sono rincorsi ancora tutto il we, danno forza ai mercati asiatici che scorgono, forse, la possibilità di decisioni "forti" per attaccare il problema del debito sovrano europeo. Mercati generalmente positivi quindi, a fare il paio con i future USA (+1.86%)
Nikkei +1.51%
Hang Seng +1.92%, Straits Time +1.37%, Taiwan +1.68%, Shanghai +0.04%, Sensex +1.92%

FX 
USDCHF 0.9283 (0.9232)
USDJPY 77.64 (77.38)
EURUSD 1.3296 (1.3306)
EURCHF 1.2344 (1.2282)
EURGBP 0.8576 (0.8603)
GBPUSD 1.5504 (1.5463)
GBPCHF 1.4393 (1.4275)

USD libor 3 mesi 0.51% (0.51%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.02%)
USA tbond 5 anni 0.95% (0.92%)

Oro 1705.28 (1682.90)
Greggio 98.35 (96.25)
SPGS Commodity 636.12 (638.31)
Baltic Dry Index 1807 (1814)

Considerazioni
A chi credere ? l'ultima volta i rumors e gli annunci "ora è tutto a posto" si sono sciolti come neve al sole. Adesso però il gioco si sta facendo pensante con gli spread su Francia e soprattutto Belgio (downgrade) e probabilmente Austria (possibile downgrade) che mettono pressione anche a chi negli ultimi tempi ha voluto fare un po' il "maestrino". Probabilmente un po' di posizionamento tattico non farebbe male.

venerdì 25 novembre 2011

20111124 - Eurobonds


Situazione
Tutti vogliono gli Eurobonds. Chi dovrebbe pagarne il conto (almeno la maggior parte) dice invece no (o meglio "nein"). Sulla contrarietà pesa probabilmente l'esperienza  della Repubblica di Weimar, oltre al fatto che dopo anni di austerità per assicurare l'unione tra le due germanie, pagare anche il conto per tenere assieme gli stati spendaccioni non è politicamente positivo. Ci si arriverà ? probabilmente sì, fa parte dell'unione fiscale e non solo monetaria, ma non prima di aver messo a posto molti bilanci.

USA
Chiuso per Thanksgiving.
DJI %, SPX %, Nasdaq %, VIX  (%)

Europa
L'inizio sessione sembrava più che positivo. L'incontro Merkel, Sarkozy, Monti prometteva bene e Merkel aveva anche elogiato le proposte del professore-ministro. Poi, verso metà giornata è arrivato il secco "no" sugli eurobonds (o l'intervento BCE "FED-Like"). I mercati ci avevano sperato, anche troppo, soprattutto dopo la non riuscita emissione di decennali tedeschi. Chiusura quindi negativa un po' per tutti gli indici europei, anche se la volatilità è calata leggermente.
CAC -0.01%, DAX -0.54%, SMI -0.54%, SX5E -0.31%, V2X 40.32 (-1.58%)

Giappone e Asia
La decisione netta di Merkel stupisce anche i mercati asiatici che si trovano di nuovo in una sessione negativa. A complicare le cose, alcuni analisti delle principali banche cinesi che hanno smentito la volontà del governo di allentare la politica monetaria
Nikkei -0.06%
Hang Seng -0.98%, Straits Time -0.75%, Taiwan -1.16%, Shanghai -0.72%, Sensex -0.25%

FX 
USDCHF 0.9232 (0.9195)
USDJPY 77.38 (77.14)
EURUSD 1.3306 (1.3361)
EURCHF 1.2282 (1.2284)
EURGBP 0.8603 (0.8597)
GBPUSD 1.5463 (1.5544)
GBPCHF 1.4275 (1.4292)

USD libor 3 mesi 0.51% (0.51%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.02%)
USA tbond 5 anni 0.92% (0.88%)

Oro 1682.90 (1692.98)
Greggio 96.25 (96.36)
SPGS Commodity 638.31 (638.31)
Baltic Dry Index 1814 (1830)

Considerazioni
Dunque: la BCE (Germania) si rifiuta di stampare EUR illimitatamente per monetizzare il debito, si rumoreggia che la FED potrebbe iniziare a discutere di un nuovo QE, eventualmente addirittura comprando titoli europei (mah) e il risultato ? l'EUR si svaluta sul USD ! Bene... aggiungiamo anche questa alle assurdità dei mercati finanziari del 2011.

giovedì 24 novembre 2011

20111123 - La corazzata tedesca


Situazione
Ieri è stata una giornata particolarmente "stramba". Non tanto per le perdite sugli indici azionari, a quelle ormai dovremmo essere quasi abituati, quanto piuttosto per la novità che anche le obbligazioni di stati AAA sono "crollate" (-0.83% per l'ETF Gov AAA di Lyxor). Tutta colpa, a quanto pare, di un'emissione di obbligazioni dello stato tedesco sottoscritta solo al 65%. Sembra che l'incertezza sta spingendo gli investitori a tenere cash.

USA
All'effetto "Europa" si somma l'effetto "Cina" dove gli indici manifatturieri indicano un nuovo rallentamento delle attività, con relativo impatto sulle materie prime e di riflesso sui settori correlati. In effetti, sullo S&P500 si conta solo il 3% di titoli in positivo sulla sessione. Oggi è il giorno del ringraziamento, mercati chiusi... grazie...
DJI -2.05%, SPX -2.21%, Nasdaq -2.25%, VIX 33.98 (+6.29%)

Europa
La novità è decisamente sgradevole. Anche la corazzata tedesca non riesce ad emettere con successo le proprie obbligazioni. Lo sconcerto è elevato perchè viene meno una delle poche certezze rimaste. I mercati non la prendono particolarmente bene anche se i titoli in rialzo sono un po' di più che non sugli USA (il 13%). In realtà, il future prosegue le contrattazioni al ribasso per il resto della serata, quindi il confronto è impari.
CAC -1.68%, DAX -1.44%, SMI -1.13%, SX5E -1.87%, V2X 40.97 (+3.57%)

Giappone e Asia
I rumors si rincorrono e dopo una partenza decisamente difficile, si inizia a pensare che il governo cinese potrebbe finalmente modificare la propria politica monetaria. Le prime conferme arrivano dalla riduzione dei ratio di riserva per una serie di banche rurali. Il quadro però resta particolarmente incerto e i movimenti non sono esaltanti. Il monitor mostra finalmente qualche indicatore verde invece che tutto rosso.
Nikkei -1.80%
Hang Seng -0.11%, Straits Time +0.01%, Taiwan +0.85%, Shanghai +0.05%, Sensex -1.08%

FX 
USDCHF 0.9195 (0.9142)
USDJPY 77.14 (77.01)
EURUSD 1.3361 (1.3458)
EURCHF 1.2284 (1.2304)
EURGBP 0.8597 (0.8617)
GBPUSD 1.5544 (1.5617)
GBPCHF 1.4292 (1.4277)

USD libor 3 mesi 0.51% (0.50%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.02%)
USA tbond 5 anni 0.88% (0.87%)

Oro 1692.98 (1707.95)
Greggio 96.36 (96.60)
SPGS Commodity 638.31 (648.26)
Baltic Dry Index 1830 (1854)

Considerazioni
C'è da chiedersi i motivi per il "fallimento" dell'asta tedesca di ieri. Ho qualche dubbio che il mercato possa realmente pensare che la Germania stessa sia davvero a rischio di fallimento. Piuttosto, forse, coincidono il fatto che tra ricevere un 2% lordo (per i prossimi 10 anni) e lo stare cash si inizia a preferire la seconda soluzione, rispettivamente che con l'avvicinarsi della fine dell'anno, fund manager e portfolio manager iniziano a tirare i remi in barca, senza sperare di pensare di fare ancora chissà quale operazione.

mercoledì 23 novembre 2011

20111122 - Bazooka


Situazione
Nuova giornata "impegnativa" per i listini azionari, impazienti di una soluzione immediata e totale per i vari problemi di fiducia e credito. Merkel smentisce l'esistenza di una soluzione "bazooka", mentre negli USA si inizia a speculare su un nuovo quantitative easing dopo che i dati di crescita sono stati pubblicati inferiori al previsto.

USA
Chi si aspettava un rimbalzo della crescita per il Q3 è rimasto deluso. +2% vs +2.5% con consumi leggermente inferiori alle attese. Se questa situazione lascia pensare (per alcuni sperare) che la FED possa intervenire con un nuovo QE, il rallentamento della crescita ha tolto ulteriore fiducia nella situazione economica con relativa discesa dei listini, colpiti anche da una serie di annunci societari non brillanti.
DJI -0.46%, SPX -0.41%, Nasdaq +0.23%, VIX 31.97 (-2.86%)

Europa
I listini implorano una soluzione "finale" con la BCE che stampa euro senza curarsi della foresta amazzonica e l'emissione di montagne di eurobond. Merkel fredda tutti con "ritieniamo che la politica seguita fino ad ora sia la soluzione migliore, continueremo su questa strada". Nonostante un calo della volatilità, i mercati azionari non apprezzano. Non sono da meglio quelli obbligazionari, con i vari spread periferici (e meno periferici su Belgio e Francia) che continuano ad allargare.
CAC -0.84%, DAX -1.21%, SMI -0.54%, SX5E -1.09%, V2X 39.56 (-3.99%)

Giappone e Asia
Si torna a parlare di tasse sul settore minerario (tassa approvata in Australia), cosa che evidentemente non è positivo per l'importante settore minerario di Australia e dintorni. Allo stesso tempo, non fanno piacere i dati di crescita USA, inferiori alle attese, mentre ci si attende che gli inidici manifatturieri cinesi siano in contrazione. Un cocktail poco gradito ai listini azionari.
Nikkei -0.40%
Hang Seng -1.94%, Straits Time -1.50%, Taiwan -2.77%, Shanghai -0.70%, Sensex -2.16%

FX 
USDCHF 0.9142 (0.9165)
USDJPY 77.01 (77.04)
EURUSD 1.3458 (1.3487)
EURCHF 1.2304 (1.2360)
EURGBP 0.8617 (0.8619)
GBPUSD 1.5617 (1.5645)
GBPCHF 1.4277 (1.4337)

USD libor 3 mesi 0.50% (0.50%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.01%)
USA tbond 5 anni 0.87% (0.90%)

Oro 1707.95 (1682.40)
Greggio 96.60 (97.07)
SPGS Commodity 648.26 (641.94)
Baltic Dry Index 1854 (1874)

Considerazioni
Da più parti ormai si definisce l'emissione di eurobonds o comunque l'intervento massiccio della BCE come l'unica possibile soluzione. Soluzione a cosa ? va tenuto conto che se un intervento del genere può fermare il rischio di contagio e buona parte della speculazione, dall'altra i vari stati troppo indebitati dovranno comunque ridurre il debito, sia che questo è acquistato dalla BCE o che sia acquistato da privati/banche. Certo, il costo del debito stesso sarebbe più controllato. Ma al momento non è certo il tasso di interesse marginale a fare la differenza.

martedì 22 novembre 2011

20111121 - Notizie da oltre Atlantico


Situazione
E chi se lo ricordava più il supercomitato che doveva trovare la quadra per il debito USA ? Non ci sono riusciti, e ci si era forse dimenticati che senza una soluzione da parte loro, sarebbe partito un piano di tagli alla spesa da 1'200 mia. USD. Se le misure di austerità europee fanno paura, questa rischia di essere ben più massiccia.

USA
È difficile prevedere l'impatto economico, sulla crescita, di un taglio di spesa da 1'200 mia di USD, ma è facile capire che non sarà positivo. Tutti i settori si trovano quindi in negativo, con 468 titoli in negativo sui 500 dello S&P500. Un secondo aspetto, forse più sottile, ma altrettanto critico, è la dimostrazione di come politicamente sia difficile trovare soluzioni.
DJI -2.11%, SPX -1.86%, Nasdaq -1.90%, VIX 32.91 (+2.84%)

Europa
Assieme ai rinnovati timori per gli USA, ecco che Moody's lancia l'allarme: l'aumento dei tassi di interesse sulla Francia mette a rischio il rating a causa del maggiore carico dati proprio dai costi per interesse. Qualche analista indica che presto arriverà almeno un "outlook negativo". Anche il settore più difensivo perde oltre 2%.
CAC -3.41%, DAX -3.35%, SMI -2.45%, SX5E -3.42%, V2X 41.20 (+7.59%)

Giappone e Asia
Se già i mercati asiatici soffrivano per i rischi sulle esportazioni verso l'Europa, ora i rischi si raddoppiano con la possibilità che anche gli USA debbano tagliare le loro importazioni a causa dei tagli massicci alla spesa. I mercati asiatici la prendono però con un po' di filosofia, visto che nonostante i loro dati fondamentali sono decisamente migliori, le perdite da inizio anno non invidiano nulla ai mercati sviluppati.
Nikkei -0.28%
Hang Seng -0.42%, Straits Time +0.07%, Taiwan -0.61%, Shanghai -0.22%, Sensex +0.84%

FX 
USDCHF 0.9165 (0.9169)
USDJPY 77.04 (76.83)
EURUSD 1.3487 (1.3511)
EURCHF 1.2360 (1.2389)
EURGBP 0.8619 (0.8582)
GBPUSD 1.5645 (1.5742)
GBPCHF 1.4337 (1.4437)

USD libor 3 mesi 0.50% (0.49%)
USA tbill 3 mesi 0.01% (0.00%)
USA tbond 5 anni 0.90% (0.90%)

Oro 1682.40 (1718.90)
Greggio 97.07 (97.33)
SPGS Commodity 641.94 (648.52)
Baltic Dry Index 1874 (1895)

Considerazioni
Inizio a pensare che il Belgio, di nuovo senza governo, abbia più possibilità di tanti altri stati... politica, politica e ancora politica...

lunedì 21 novembre 2011

20111118 - Slow down, take it easy


Situazione
È una delle peggiori settimane per i mercati azionari, stranamente proprio quando i segnali economici (almeno in USA) si stavano mettendo un po' meglio. I PIGS intanto cambiano governi, Italia, Spagna, Grecia hanno tutti nuovi esecutivi, chi tecnici, chi da sinistra è passato a destra e viceversa. Il problema però non è politico ma di sostenibilità e la ricetta non sta né a destra né a sinistra.

USA
Non basta la revisione della crescita per l'ultimo trimestre da parte di JPMorgan. Il rientro del prezzo del greggio sotto 100 spinge al ribasso i titoli legati all'energia e la soluzione in Europa non sembra a portata di mano (tantomeno quella sul deficit USA, ma quello verrà fuori nelle prossime settimane). Per il resto è una danza tra annunci di risultati mancati o di revisioni al rialzo per il futuro ad aggiungere un po' di pepe alla sessione.
DJI +0.22%, SPX -0.04%, Nasdaq -0.80%, VIX 32.00 (-7.27%)

Europa
Il punto chiave torna ad essere la BCE. Secondo i francesi dovrebbe diventare il prestatore di ultima istanza, secondo i tedeschi la precedenza sta nel rigore fiscale. Circolano anche un po' di voci su modifiche ai trattati in questi termini. Intanto però i nuovi governi greco e italiano incassano la fiducia dei rispettivi parlamenti. Sembra che tutti sia consapevoli della situazione ma che nessun politico voglia fare il lavoro sporco.
CAC -0.44%, DAX -0.85%, SMI -0.53%, SX5E -0.27%, V2X 38.30 (-1.94%)

Giappone e Asia
Come se non bastassero i problemi USA e europei, ecco che le esportazioni giapponesi calano più di quanto atteso, facendo sospettare che l'economia mondiale (comprese le emergenti) stiano rallentando più del previsto (in barba alle previsioni di JPMorgan). La reazione dei mercati non è esattamente positiva, così come quella delle valute, con lo JPY che torna a rafforzarsi e le valute asiatiche in indebolimento.
Nikkei -0.32%
Hang Seng -1.67%, Straits Time -0.41%, Taiwan -2.64%, Shanghai -0.50%, Sensex -1.38%

FX 
USDCHF 0.9169
USDJPY 76.83
EURUSD 1.3511
EURCHF 1.2389
EURGBP 0.8582
GBPUSD 1.5742
GBPCHF 1.4437

USD libor 3 mesi 0.49%
USA tbill 3 mesi 0.00%
USA tbond 5 anni 0.90%

Oro 1718.90
Greggio 97.33
SPGS Commodity 648.52
Baltic Dry Index 1895

Considerazioni
È probabile che si svilupperanno 2 linee generali: da una parte le riforme interne (fiscali, taglio costi, ...), dall'altra la competitività internazionale spinta da leggi e leggine schivando il protezionismo e/o dalla continuazione della guerra delle valute, dove al momento gli USA sono in testa tra le valute dei paesi sviluppati e la Cina ha svariate misure di lunghezza su tutti.

venerdì 11 novembre 2011

20111110 - Più veloci, per favore

Situazione
S&P ad un certo punto, annuncia il downgrade del rating della Francia... qualche attimo di sgomento, poi tutto torna normale: solo un errore tecnico. Nel frattempo occhi puntati sull'Italia dove si continua a discutere sulla forma del prossimo governo e mercati un po' incerti, tra spread che scendono e annunci su quanto velocemente ci si debba muovere. La solita Europa che agisce (o cerca di agire) solo sull'orlo del precipizio.

USA
Le richieste di sussidio di disoccupazione calano un po', ma viene rivisto al rialzo il dato precedente. La fiducia dei consumatori è più bassa delle attese, ma meglio di quella precedente. Bene Cisco (+5.68%) su buoni risultati e male Apple (-2.54%) per problemi di fornitura. A sostenere il mercato ci pensa comunque il settore petrolifero, con il greggio che sale oltre 98
DJI +0.96%, SPX +0.86%, Nasdaq -0.09%, VIX 32.81 (-9.26%)

Europa
Dopo il disastro della sessione precedente ci si poteva aspettare di più, ma un po' per l'errorino di S&P, un po' perchè effettivamente i numeri non sono così brillanti, lo spread tra obbligazioni francesi e tedesche si allarga, facendo temere che addirittura la Francia potrebbe essere il prossimo "protagonista" della saga europea. Mercato piuttosto convulso quindi che non riesce a trovare una direzione specifica. La volatilità intanto resta altissima.
CAC -0.34%, DAX +0.66%, SMI -0.75%, SX5E +0.25%, V2X 43.72 (+4.78%)

Giappone e Asia
Nonostante il mercato del lavoro USA e la situazione europea che sembra fare passi avanti, i mercati asiatici non risultano particolarmente convinti della situazione e gli unici a fare appena bene, risultano quelli che ieri si erano fatti veramente male.
Nikkei +0.16%
Hang Seng +0.81%, Straits Time +0.01%, Taiwan +0.80%, Shanghai +0.03%, Sensex -1.28%

FX
USDCHF 0.9056 (0.9129)
USDJPY 77.45 (77.72)
EURUSD 1.3620 (1.3540)
EURCHF 1.2337 (1.2355)
EURGBP 0.8551 (0.8497)
GBPUSD 1.5929 (1.5933)
GBPCHF 1.4428 (1.4539)

USD libor 3 mesi 0.45% (0.45%)
USA tbill 3 mesi 0.00% (0.01%)
USA tbond 5 anni 0.91% (0.86%)

Oro 1766.03 (1762.82)
Greggio 98.08 (95.68)
SPGS Commodity 661.36 (657.29)
Baltic Dry Index 1840 (1802)

Considerazioni
C'era un certo entusiasmo ieri perchè un'asta di obbligazioni italiane a 1 anno è andata piuttosto "bene". Personalmente trovo che se una delle prime 10 economie nazionali sia costretta a emettere obbligazioni con rendimento di oltre il 6% con l'inflazione considerata prossima allo 0% non si possa parlare di "bene"... fortunatamente, i 5 mia emessi sono una goccia nel totale del debito pubblico e non modificano di molto il costo complessivo del debito italiano.

giovedì 10 novembre 2011

20111109 - Caos

Situazione
Grecia e Italia ce la mettono tutta: fumata nera in Grecia e discussioni a non finire in Italia: voto o governo tecnico ? tecnico con chi ? voto con quale legge ?
È un'incertezza incresciosa in situazioni normali, insostenibile in situazione critiche dove si gioca sul filo del rasoio. I mercati però non hanno colore politico, non apprezzano, e lo dicono chiaramente.
La domanda che circola è "possibile che per l'Italia ci sia tutto questo casino ?". L'Italia è comunque l'ottava economia al mondo e inizia a circolare il detto "too big to fail, too big to bail"... troppo grande per essere salvata.

USA
Non ci sono molte notizie se non i bollettini di guerra in arrivo dall'Europa e soprattutto dall'Italia. Il mercato entra quindi in uno stato di panic selling e l'indice apre al ribasso di oltre 20 punti, per perderne un'altra ventina durante la sessione. Nessun settore risulta positivo e anche i difensivi come le telecom e le utilities sono sotto di oltre 2%. Molto male, ovviamente, i finanziari oltre -5%.
DJI -3.2%, SPX -3.67%, Nasdaq -3.58%, VIX 36.16 (+31.59%)

Europa
Non bastano le dimissioni di Berlusconi, ci vuole anche qualcosa dopo. Appare evidente che se parte del problema era/è il primo ministro italiano, la cosa non finisce lì. Ora si tratta di ripartire ma non sembrano esserci le premesse. I mercati iniziano con il punire il debito italiano con il decennale a sfiorare rendimenti da 7.50% e il relativo allargamento degli spread. Una problema simile a quello greco, solo molto più grande e ingestibile.
CAC -2.17%, DAX -2.21%, SMI -1.32%, SX5E -2.34%, V2X 41.72 (+5.18%)

Giappone e Asia
I mercati asiatici seguono l'onda lunga dei mercati USA e Europei. A fare le spese, oltre che il settore finanziario, quello degli esportatori verso l'Europa.
Nikkei -2.91%
Hang Seng -4.34%, Straits Time -2.81%, Taiwan -3.35%, Shanghai -1.20%, Sensex -1.18%

FX
USDCHF 0.9129 (0.8964)
USDJPY 77.72 (77.58)
EURUSD 1.3540 (1.3819)
EURCHF 1.2355 (1.2388)
EURGBP 0.8497 (0.8591)
GBPUSD 1.5933 (1.6085)
GBPCHF 1.4539 (1.4419)

USD libor 3 mesi 0.45% (0.44%)
USA tbill 3 mesi 0.01% (0.00%)
USA tbond 5 anni 0.86% (0.91%)

Oro 1762.82 (1786.91)
Greggio 95.68 (97.00)
SPGS Commodity 657.29 (665.59)
Baltic Dry Index 1802 (1759)

Considerazioni
Non è che ci siano da fare molte considerazioni. Quello che stupisce è che le soluzioni ci sono e sono sul tavolo: dalle misure di austerità fino alla BCE che dovrebbe assicurare l'acquisto illimitato di bond governativi (stile BoJ o FED). Molte di queste misure non piacciono allo stesso elettorato che in buona parte ha approfittato anch'esso, negli ultimi anni, di un sistema sbilanciato. È un suicidio politico, ma al momento non si vedono altre soluzioni.

mercoledì 9 novembre 2011

20111108 - Wishful Thinking

Situazione
In Italia, il voto italiano non trova la maggioranza della camera. Viene decretata la fine del governo Berlusconi e i mercati, soprattutto USA, tirano un sospiro di sollievo, nella speranza che il prossimo governo possa mettere davvero in atto le misure necessarie ad evitare che l'Italia diventi la prossima Grecia.
Wishful thinking ? Forse, perchè non è con il cambio di governo che lo stock di debito svanirà all'istante e la crescita salirà al 5% come per incanto.

USA
Dopo Stark, arrivano le notizie del "passo indietro" di Berlusconi. Tanto basta ai mercati USA per pensare che si tratti di un altro importante passo dell'Europa verso la soluzione dei problemi del debito sovrano, con relativa ripresa dei mercati. Qualche dato societario (positivo) e soprattutto gli annunci di buoni risultati di attori nel settore immobiliare fanno il resto.
DJI +0.84%, SPX +1.17%, Nasdaq +1.22%, VIX 27.48 (-7.94%)

Europa
L'annuncio delle dimissioni arriva ormai a mercati chiusi e solo i futures, trattati fino alle 22.00 riescono a cogliere il movimento delle dimissioni del primo ministro italiano. I listini europei si devono "accontentare" delle buone previsioni di Vodafone (+1.82%) e di Repsol (+6.34%), così come delle speculazioni su quello che succederà nel dopo voto.
CAC +1.28%, DAX +0.55%, SMI +0.65%, SX5E +1.20%, V2X 39.67 (-6.04%)

Giappone e Asia
Reazione più o meno contenuta sui mercati asiatici riguardo alle decisioni di Berlusconi, nonostante gli analisti si dicano soddisfatti della riduzione della tensione politica. Più importante i dati di inflazione cinese, a 5.5% che sembrano indicare come le politiche dei mesi scorsi stiano dando i loro frutti. Sono quindi i titoli del settore finanziario asiatico a sostenere i mercati.
Nikkei +1.24%
Hang Seng +1.79%, Straits Time +0.12%, Taiwan -0.51%, Shanghai +0.22%, Sensex +0.22%

FX
USDCHF 0.8964 (0.9036)
USDJPY 77.58 (78.04)
EURUSD 1.3819 (1.3738)
EURCHF 1.2388 (1.2414)
EURGBP 0.8591 (0.8566)
GBPUSD 1.6085 (1.6038)
GBPCHF 1.4419 (1.4492)

USD libor 3 mesi 0.44% (0.44%)
USA tbill 3 mesi 0.00% (0.00%)
USA tbond 5 anni 0.91% (0.87%)

Oro 1786.91 (1791.27)
Greggio 97.00 (95.41)
SPGS Commodity 665.59 (660.25)
Baltic Dry Index 1759 (1766)

Considerazioni
Si tratta di un passo avanti ? Possibile, probabile. La speranza dei mercati è ora rivolta ad un governo tecnico che perda meno tempo in ciance ideologiche/politiche ed affronti i problemi. Problemi che sono ancora lì, in tutta la loro drammaticità.
Sarà importante, nei prossimi giorni, valutare come si muove il mercato del credito, visto che con il suo 40% di volatilità, il mercato azionario presenta troppo "rumore di fondo" per essere affidabile.

martedì 8 novembre 2011

20111107 - Toto Berlusconi

Situazione
È la volta di Berlusconi: si dimette, non si dimette, si dimette dopo il voto, ma solo a dipendenza del risultato ?
I mercati intanto focalizzano su di lui i problemi italiani, come se lui fosse l'unico impedimento ad una soluzione da "bacchetta magica". Ad ogni modo, resta impressionante la reazione subitanea dei mercati ad ogni rumors, tanto sull'azionario, quanto sugli spread di credito. 

USA
Ci pensa Stark della BCE a raddrizzare quella che sembrava una sessione destinata a chiudere negativa: "entro 2 anni, il problema del debito sovrano europeo sarà sotto controllo". Ovviamente non ci sono dettagli o modalità o spiegazioni di una dichiarazione tanto forte, ma i mercati se la bevono e chiudono positivi (compreso il future sullo stoxx 50).
DJI +0.71%, SPX +0.63%, Nasdaq +0.62%, VIX 29.85 (-1.03%)

Europa
Il comunicato di Stark arriva troppo tardi per determinare le sorti dei mercati europei che si devono accontentare di rincorrere le notizie di eventuali dimissioni del premier italiano. Ad ogni rumor in tal senso gli indici salgono e i tassi governativi italiani scendono, e viceversa... la forza scorre vigorosa in quel uomo (cit.).
CAC -0.64%, DAX -0.63%, SMI -0.25%, SX5E -0.68%, V2X 42.22 (+1.75%)

Giappone e Asia
I mercati asiatici non si fanno abbindolare da Stark ma restano preoccupati dalla situazione italiana (che resta comunque una delle grandi economie al mondo). L'Europa resta uno dei primi mercati di sbocco per l'Asia (anche perchè il dollaro è piuttosto debole) e uno stallo politico che non permetta al processo di ristrutturazione di proseguire avrebbe, ovviamente, un impatto anche sulle possibilità di esportare. 
Nikkei -1.23%
Hang Seng +0.28%, Straits Time -0.07%, Taiwan -0.27%, Shanghai +0.19%, Sensex -0.50%

FX
USDCHF 0.9036 (0.8933)
USDJPY 78.04 (78.13)
EURUSD 1.3738 (1.3765)
EURCHF 1.2414 (1.2296)
EURGBP 0.8566 (0.8593)
GBPUSD 1.6038 (1.6019)
GBPCHF 1.4492 (1.4309)

USD libor 3 mesi 0.44% (0.44%)
USA tbill 3 mesi 0.00% (-0.01%)
USA tbond 5 anni 0.87% (0.88%)

Oro 1791.27 (1770.27)
Greggio 95.41 (94.42)
SPGS Commodity 660.25 (653.71)
Baltic Dry Index 1766 (1784)

Considerazioni
A parte le vicende italiane, è interessante l'annuncio di Stark. Nota bene, non è stato annunciato che il problema del credito sarà "risolto" bensì "sotto controllo". Il mercato dovrebbe aver capito (speranza vana) che ci vorranno tra 5 e 10 anni per riassorbire la quantità di debito del sistema e che buona parte di questo riassorbimento peserà sulla crescita economica. Il fatto che i rendimenti obbligazionari dei PIGS possano scendere, è evidentemente positivo, ma non è questo che farà abbassare il debito.

lunedì 7 novembre 2011

20111104 - Nulla dal G20

Situazione
Un venerdì di grande attese, con tutti gli occhi rivolti al G20 e al fondo monetario internazionale e alla situazione greca. Fondamentalmente un nulla di fatto da Cannes, dove emerge, ancora una volta, la necessità di trovare una soluzione ai problemi e di iniziare ad attuarla, prima di buttare altri mia di capitale.
Di conseguenza, nessuno apre i cordoni della borsa e tutti impongono di "fare ordine a casa propria".
Politicamente, subbuglio tanto in Grecia (G-Pap vince la fiducia ma si parla comunque di un nuovo governo) quanto in Italia dove, a quello che si legge, il governo si sta sfaldando.

USA
I payroll fanno prendere uno spavento colossale, uscendo ben al disotto delle aspettative. Ma uno sguardo un po' più attento mostra un dato precedente rivisto di 55k unità. Per il resto, incertezza e poco altro, nonostante i risultati della earning season siano di fatto piuttosto buoni.
DJI -0.51%, SPX -0.63%, Nasdaq -0.48%, VIX 30.16 (-1.11%)

Europa
Manca l'accordo del G20, non arrivano i nuovi e tanto attesi fondi del FMI (che si "limita" a diventare sorvegliante dell'Italia). I dati USA non bastano a risollevare le sorti del mercato, che scivola di nuovo.
CAC -2.25%, DAX -2.72%, SMI -0.15%, SX5E -2.41%, V2X 41.49 (3.60%)

Giappone e Asia
Anche i mercati asiatici si mettono in attesa di notizie che possano fare chiarezza sull'evolvere della situazione europea. Per il resto, poche le notizie in grado di influenzare i mercati.
Nikkei -0.42%
Hang Seng -0.14%, Straits Time %, Taiwan +0.24%, Shanghai -0.49%, Sensex %

FX
USDCHF 0.8933 (0.8794)
USDJPY 78.13 (78.09)
EURUSD 1.3765 (1.3813)
EURCHF 1.2296 (1.2146)
EURGBP 0.8593 (0.8620)
GBPUSD 1.6019 (1.6027)
GBPCHF 1.4309 (1.4091)

USD libor 3 mesi 0.44% (0.44%)
USA tbill 3 mesi -0.01% (0.00%) (!!!!!)
USA tbond 5 anni 0.88% (0.92%)

Oro 1770.27 (1760.48)
Greggio 94.42 (94.30)
SPGS Commodity 653.71 (651.01)
Baltic Dry Index 1784 (1817)

Considerazioni
È triste vedere una situazione davvero disastrata su alcuni bilanci statali e allo stesso tempo, vedere i governanti ragionare ancora in termini di ragione di partito o peggio di affari privati. Non si tratta solo di Italia o Grecia, anche gli USA non sono distanti dal mettere le ideologie politiche davanti alla necessità di agire in modo concordato.
Chissà però che questa crisi non riesca a portare ad un nuovo modo di fare politica.

venerdì 4 novembre 2011

20111103 - Cercasi uno psicologo per i mercati (e la politica)

Situazione
Schizofrenia ai massimi livelli nella sessione di ieri: il referendum greco si farà, oppure no, in dicembre, in gennaio, no, ... alla fine, forse, non si farà. Papandreou lascia, no, non lascia, sì, no, ... alla fine, forse, non lascia e allarga l'intesa di governo.
Draghi inaugura la sua presidenza alla BCE con un taglio dei tassi di 0.25%. Mossa così importante (sarcasmo) che il decennale italiano non fa una piega, e chiude a 6.20%, dov'era partito.

USA
I dati macro sono misti: le richieste di sussidio di disoccupazione stabili attorno a 400k, ISM non manifatturiero stabile a 53, mentre gli ordinativi alle fabbriche sorprendono al rialzo, 0.3% vs -0.2%. Dal punto di vista societario, molto bene Qualcomm (+7.53%) con buoni risultati e un disastro per Abercrombie (-19.93%) che registra un pesante calo nelle vendite europee. Alla fine, anche gli USA apprezzano la manovra della BCE e la "soluzione" per la Grecia.
DJI +1.76%, SPX +1.88%, Nasdaq +2.13%, VIX 30.50 (-6.84%)

Europa
Il rincorrersi delle notizie si traduce in una serie di movimenti dell'indice semplicemente folli: lo stoxx apre scendendo di 2.4%, poi sale del 6% (sic), poi ridiscende del 2.5%, infine risale di 1.5%... esito +2.45%. Per il resto sembra più una reazione condizionata al taglio dei tassi poco altro.
CAC +2.73%, DAX +2.81%, SMI +1.02%, SX5E +2.45%, V2X 40.05 (-4.96%)

Giappone e Asia
Rincuorati sulla situazione europea, stimolati dalla nuova direzione di Draghi presso la BCE, aiutati da dati macro USA non tragici, i mercati asiatici rimbalzano con un certo vigore, trascinati soprattutto dal settore finanziario.
Nikkei +1.86%
Hang Seng +3.35%, Straits Time +1.74%, Taiwan +1.92%, Shanghai +0.65%, Sensex +1.01%

FX
USDCHF 0.8794 (0.8866)
USDJPY 78.09 (78.06)
EURUSD 1.3813 (1.3689)
EURCHF 1.2146 (1.2137)
EURGBP 0.8620 (0.8611)
GBPUSD 1.6027 (1.5897)
GBPCHF 1.4091 (1.4093)

USD libor 3 mesi 0.44% (0.43%)
USA tbill 3 mesi 0.00% (0.00%)
USA tbond 5 anni 0.92% (0.88%)

Oro 1760.48 (1733.07)
Greggio 94.30 (91.19)
SPGS Commodity 651.01 (643.03)
Baltic Dry Index 1817 (1859)

Considerazioni
Se guardo gli armadi dei miei figli, mi domando come Abercrombie possa aver registrato un calo delle vendite... a parte questo, la "lezione" da imparare dalla sessione di ieri riguarda la fragilità dei mercati attuali. Da come questi dipendano dalle follie politiche di qualche primo ministro, non importa se di un paese grande o piccolo. Sono le famose "code" della distribuzione che sembrano molto più spesse di quanto non lo fossero qualche anno fa.

giovedì 3 novembre 2011

20111102 - Un avviso

Situazione
Non passa un giorno dall'annuncio del referendum, e Germania e Francia chiudono i rubinetti. Tanto per far capire alla Grecia quali sono le opzioni. Nel frattempo, la FED copia e incolla il comunicato precedente: crescita a rischio, politica monetaria accomodante. Le differenze sono l'ulteriore revisione al ribasso sul PIL 2011 e 2012, rispettivamente il contrasto tra i vari governatori con quelli che vogliono una politica ancora più accomodante e quelli che invece preferirebbero combattere l'inflazione che sta iniziando a farsi sentire.
Intanto si parte con il G20.

USA
Il mercato si concentra sul discorso FED per trovarci l'indicazione di un possibile QE3, che però, anche ci fosse, è ben nascosto. Le solite parole sul "siamo pronti ad intervenire" permettono comunque agli indici di seguire i mercati europei in leggera ripresa dopo i disastri dei giorni scorsi. Bene Mastercard (+6.98%) che, sembra, potrebbe ridurre lo svantaggio rispetto a Visa grazie alle nuove norme sulle fee.
DJI +1.53%, SPX +1.61%, Nasdaq +0.87%, VIX 32.74 (-5.84%)

Europa
I dati manifatturieri sono piuttosto negativi, soprattutto in Italia (43.3 vs 47.2) ma le correzioni del giorno precedente sono più che sufficienti a "prezzare" anche questi dati. Gli indici rimbalzano quindi aggrappandosi a Randgold (+7.42%) che dovrebbe aumentare l'estrazione nel 2012 e le altre società minerarie. Tutta l'attenzione resta però sul G20 e la possibilità di un'azione coordinata a livello mondiale.
CAC +1.38%, DAX +2.25%, SMI +0.40%, SX5E +1.42%, V2X 42.14 (-1.89%)

Giappone e Asia
I mercati asiatici sono i primi ad aprire con la decisione relativa alla chiusura dei rubinetti del credito, e non la prendono bene. Oltre al problema Europa vs Grecia circolano notizie di un aumento di capitale per LG (-13.72%) mentre United Overseas Bank (-3.59%) manca le stime di utile.
Nikkei -%
Hang Seng -1.95%, Straits Time -1.43%, Taiwan -1.82%, Shanghai +0.53%, Sensex -0.76%

FX
USDCHF 0.8866 (0.8847)
USDJPY 78.06 (78.09)
EURUSD 1.3689 (1.3737)
EURCHF 1.2137 (1.2152)
EURGBP 0.8611 (0.8591)
GBPUSD 1.5897 (1.5988)
GBPCHF 1.4093 (1.4144)

USD libor 3 mesi 0.43% (0.43%)
USA tbill 3 mesi 0.00% (0.00%)
USA tbond 5 anni 0.88% (0.93%)

Oro 1733.07 (1723.43)
Greggio 91.19 (91.96)
SPGS Commodity 643.03 (641.69)
Baltic Dry Index 1859 (1912)

Considerazioni
Quali speranze sono messe nel G20 ? L'Europa spera in un aiuto da parte delle potenze ex-Europa. Gli altri probabilmente in una maggiore presa di coscienza e la capacità dell'Europa di sfangarsela da sola. In mezzo, la possibilità che varie nazioni possano provare ad aiutarsi da sole imponendo tariffe e vincoli alle importazioni, in una sorta di moderno protezionismo.

mercoledì 2 novembre 2011

20111101 - Referendum !!!

Situazione
Sembrava quasi che la Grecia l'avevamo messa nel cassetto, un po' come l'Irlanda... e invece. Papandreou annuncia che sottoporrà il nuovo piano di misure di risparmio e ristrutturazione al voto popolare (la quale risposta è piuttosto ovvia). Apriti cielo! Tutto il lavoro fatto la scorsa settimana in fumo con un annuncio solo e a subirne le conseguenze più degli altri, dal punto di vista finanziario, l'Italia. Non solo gli spread questa volta, ma anche i rendimenti assoluti del decennale che in giornata sfiorano i 6.34% (prima che, si può immaginare, intervenissero di nuovo i pompieri della BCE).

USA
Non bastasse la notizia del referendum greco, ecco il fallimento di MF Global (clearing house di derivati). Ora gli occhi sono puntati sul G20, ma nel frattempo, gli investitori fuggono e la volatilità esplode di nuovo.
DJI -2.48%, SPX -2.79%, Nasdaq -2.61%, VIX 34.53 (+16.05%)

Europa
La doccia fredda dell'annuncio del referendum greco ha l'effetto di uno tsunami, tanto sui tassi di interesse dei periferici, quanto sui listini azionari. Ovviamente a soffrirne maggiormente sono i titoli finanziari: se l'indice allargato ha perso il 3.46%, il settore bancario ha perso il 6.37%. Peggio hanno fatto solo gli assicurativi con un -7.2%. Non che i risultati di CS (-8.20%) abbiano aiutato, ma l'attenzione era rivolta al "tutto da capo". Impressionante il salto della volatilità.
CAC -5.38%, DAX -5.00%, SMI -2.49%, SX5E -5.26%, V2X 42.96 (+22.31%)

Giappone e Asia
Evidentemente non entusiasti della situazione europea e dello sviluppo dei dati macro negli USA. La reazione dei mercati asiatici resta però relativamente composta, almeno se confrontata con l'andamento dei mercati europei e nord americani.
Nikkei -2.21%
Hang Seng -0.14%, Straits Time +0.69%, Taiwan -0.31%, Shanghai +0.02%, Sensex +0.59%

FX
USDCHF 0.8847 (0.8721)
USDJPY 78.09 (79.20) (BoJ ???)
EURUSD 1.3737 (1.4018) (wow)
EURCHF 1.2152 (1.2225)
EURGBP 0.8591 (0.8769)
GBPUSD 1.5988 (1.5988)
GBPCHF 1.4144 (1.3942)

USD libor 3 mesi 0.43% (0.43%)
USA tbill 3 mesi 0.00% (0.01%)
USA tbond 5 anni 0.93% (1.10%)

Oro 1723.43 (1713.75)
Greggio 91.96 (92.42)
SPGS Commodity 641.69 (652.55)
Baltic Dry Index 1912 (2018)

Considerazioni
Che il piano non fosse convincente lo avevo già scritto, che nel giro di 2 giorni di mercato si scendesse ben sotto il livello di pre annuncio, non me lo aspettavo proprio. Nel turbinio di voci, anche il fatto che un eventuale referendum si potrebbe tenere, probabilmente, non prima di gennaio... proprio quello che NON serviva per calmare un po' le acque.