Situazione
Manca l'approvazione formale del congresso, ma i capi dei 2 schieramenti si dicono convinti che andrà tutto bene. Il piano in realtà lascia scontenti tutti (non ci sono abbastanza tagli e non ci sono abbastanza aumenti delle entrate fiscale) e perplessi diversi economisti (la riduzione del debito non è sufficiente per cambiare le cose, ma rischia lo stesso di danneggiare l'economia), ma tanto basta per evitare la catastrofe nell'immediato.
USA
La sessione di venerdì è ancora alle prese con l'indecisione sul compromesso, e a complicare le cose arriva un dato sul PIL molto inferiore alle attese (1.3% vs 1.8%) con la pillola della revisione del dato precedente (0.4% invece di 1.9%). Lo S&P500 scende di 17 punti, poi grazie ai primi spiragli sul compromesso le acque si calmano e l'indice si stabilizza.
DJI -0.79%, SPX -0.65%, Nasdaq -0.38%, VIX 25.25 (+6.36%)
Europa
Moody's piazza la Spagna in credit watch negative e la cose mette parecchia preoccupazione anche all'Italia che potrebbe essere la prossima. Il settore finanziario arriva quindi a perdere oltre il 2%, con le banche italiane e spagnole in grave difficoltà. Poi con il recupero degli USA, e il possibilismo sull'accordo le cose si tranquillizzano e gli indici recuperano una parte delle perdite.
CAC -1.07%, DAX -0.44%, SMI -1.50%, SX5E -0.83%, V2X 27.62 (+1.98%)
Giappone
I mercati asiatici riaprono sapendo dell'accordo, JPY e CHF perdono immediatamente circa 1% del loro valore contro USD e EUR. Bene quindi tutti gli esportatori che approfittano anche del Purchasing Manager Index cinese, ben superiore alle attese, segno che le esportazioni potranno proseguire anche in quella direzione. L'indice supera di slancio i 10'000, per poi tornarne al di sotto verso il finale di sessione.
Nikkei +1.57%
Asia
Buoni anche tutti gli altri mercati asiatici che approfittano, ovviamente, del "deal" statunitense. Allo stesso tempo, il PMI cinese sembra indicare, restando sopra 50, che le operazioni governative per bloccare l'inflazione non hanno rallentato (troppo) l'economia: situazione di gran sollievo sia per i mercati sia, probabilmente, per il governo cinese stesso.
Hang Seng +1.51%, Straits Time +1.13%, Taiwan +0.66%, Shanghai +0.29%, Sensex +0.764%
FX
USDCHF 0.7934 (0.8010)
USDJPY 77.64 (77.56)
EURUSD 1.4394 (1.4281)
EURCHF 1.1420 (1.1439)
EURGBP 0.8756 (0.8751)
GBPUSD 1.3438 (1.6318)
GBPCHF 1.3039 (1.3070)
USD libor 3 mesi 0.26% (0.25%)
USA tbill 3 mesi 0.09% (0.07%)
USA tbond 5 anni 1.40% (1.51%)
Oro 1613.10 (1613.45)
Greggio 96.90 (96.95)
SPGS Commodity 686.08 (693.18)
Baltic Dry Index 1264 (1278)
Considerazioni
L'accordo in realtà è abbastanza complesso: ci sono dei tagli e dei rialzi fiscali che sono sospesi e partiranno solo se da oggi fino a dicembre non si troveranno altre vie, tramite una super commissione. Allo stesso tempo, in qualche modo, le spese saranno tagliate e anche per gli USA (così come per l'Europa) si tratterà di capire dove e come ridurre i costi e aumentare le entrate, senza per questo fermare la già debole crescita: si tratta di diventare più efficienti. Problema di non facile soluzione.
Idee Trading
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effettuato acquisto a chiusura call Euro Stoxx 50 giugno strike 2225 (100%
portafoglio)
venduto call Euro Stoxx 50 giugno strike 2250 (100% portafoglio)

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