Situazione
Né lo stress test sulle banche, né l'accettazione della manovra italiana sembrano aver portato fiducia ai mercati. Resta inoltre ben stretto il nodo sul debito USA per il quale l'accordo sembra ancora lontano. Intanto le società pubblicano trimestrali a ripetizione: ieri 8 società dello S&P, tutte sopra le attese, compresa l'importante IBM.
USA
Non bastano nemmeno i risultati societari, tutti buoni, a convincere gli investitori che c'è una luce in fondo al tunnel. Sono soprattutto i finanziari (-1.32%) a soffrire le conseguenze di una non soluzione, mentre gli analisti si danno da fare per cercare di costruire uno scenario, soprattutto paragonando la situazione a Lehman. IBM (-0.15%) stupisce positivamente con i risultati, ma nemmeno questo riesce a sollevare le sorti dell'indice, neppure nel settore tecnologico (-0.25%).
DJI -0.76%, SPX -0.81%, Nasdaq -0.54%, VIX 20.95 (+7.27%)
Europa
Lo stress test non convince: i parametri troppo soft (5% di capitale tier 1 minimo), lo scenario altrettanto. Nonostante i risultati di fatto positivi, il mercato rifugge ancora i titoli finanziari (-3.15%). Ma l'insieme del panico va a colpire un po' tutti i titoli ciclici (industriali -2.49%) depressi anche a causa di qualche risultato non proprio brillante da parte di Kuehne un Nagel (-5.24%) o Atlas Copco (-8.05%)
CAC -2.04%, DAX -1.55%, SMI -1.88%, SX5E -1.98%, V2X 31.00 (+10.26%)
Giappone
La situazione di stress sul sistema finanziario europeo e USA non lascia tranquilli gli investitori giapponesi che si trovano alle prese con uno jpy a 79, più o meno lo stesso livello raggiunto nei giorni successivi al terremoto/tsunami. Male quindi esportatori e titoli legati al sistema finanziario.
Nikkei -0.70%
Asia
Quadro simile anche per gli altri mercati asiatici che si trovano confrontati ad una crescita interna che genera inflazione, e quindi combattuta a suon di tassi di interesse e un mercato ancora votato alle esportazioni che continua a chiedersi l'impatto della crisi del debito sulle abitudini di consumo. La reazione dei mercati asiatici è comunque di gran lunga più "composta" che non quella dei mercati europei.
Hang Seng -0.29%, Straits Time +0.21%, Taiwan -0.04%, Shanghai -0.52%, Sensex +0.23%
FX
USDCHF 0.8183 (0.8123)
USDJPY 79.04 (79.02)
EURUSD 1.4090 (1.4078)
EURCHF 1.1529 (1.1436)
EURGBP 0.8771 (0.8739)
GBPUSD 1.6064 (1.6109)
GBPCHF 1.3145 (1.3086)
USD libor 3 mesi 0.25% (0.25%)
USA tbill 3 mesi 0.01% (0.01%)
USA tbond 5 anni 1.43% (1.44%)
Oro 1605.35 (1597.40)
Greggio 96.10 (97.14)
SPGS Commodity 687.62 (693.94)
Baltic Dry Index 1340 (1353)
Considerazioni
Il nuovo capitale richiesto alle banche europee in base allo stress test ammonta a 2.5 mia. Se si considerasse un limite di tier 1 di 6%, si passerebbe a 10.7 mia. Un haircut del debito portoghese/greco/irlandese, con il 6% di tier 1 e si arriverebbe a 38 mia. Haircut, 6% e mark to market delle obbligazioni, e si passa a 49.1 mia. In quest'ultimo caso, sarebbe il 58% delle banche a superare lo stress test, contro il 91% presentato ufficialmente. Ecco forse il perchè della reazione dei mercati alla presentazione dei dati ufficiali.
Idee Trading
-
effettuato acquisto a chiusura call Euro Stoxx 50 giugno strike 2225 (100%
portafoglio)
venduto call Euro Stoxx 50 giugno strike 2250 (100% portafoglio)

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