giovedì 31 marzo 2011

20110330 - Occupati

USA
Le società statunitensi riescono a creare altri 200'000 posti di lavoro e nonostante il numero sia inferiore alle aspettative (oltre che alla revisione al ribasso precedente) è comunque importante e mette di buon umore gli investitori. Alcuni risultati societari e un po' di attività di M&A completano il quadro.
DJI +0.58%, SPX +0.67%, Nasdaq +0.47%, VIX 17.71 (-2.48%)

Europa
C'è sempre più la convinzione che la situazione giapponese non riuscirà a "rovinare" la ripresa economica e ignorando i vari downgrade sugli stati europei (nella notte quello su Cipro) gli investitori si buttano su tutto quello che non è bancario (uno dei pochi sottosettori negativi). Problemi bancari legati soprattutto alla nazionalizzazione praticamente totale di ogni istituto irlandese.
CAC +0.92%, DAX +1.77%, SMI +0.68%, SX5E +0.88%, V2X 21.47 (-4.56%)

Giappone
I problemi legati al terremoto iniziano a trasparire anche dai dati macroeconomici, mentre più o meno tutti sono felici di vedere che gli USA (che restano dei grandi consumatori) stanno andando un po' meglio. L'indice oscilla quindi tra gli utili e le perdite per buona parte della sessione, aiutato anche da un jpy in indebolimento.
Nikkei +0.14%

Asia
Un po' misti gli altri mercati asiatici, sempre alle prese con problemi di inflazione. Shanghai resta quindi in territorio negativo, mentre sensex, che probabilmente ha già scontato i problemi inflazionistici a inizio anno, mette a segno una buona sessione. Bene ovviamente le aziende legate alle esportazioni verso gli USA.
Hang Seng +0.10%, Straits Time +0.07%, Taiwan -0.09%, Shanghai -0.97%, Sensex +0.67%

FX
USDCHF 0.9178 (0.9155)
USDJPY 82.77 (81.68)
EURUSD 1.4138 (1.4100)
EURCHF 1.2975 (1.2908)
EURGBP 0.8784 (0.8800)
GBPUSD 1.6093 (1.6021)
GBPCHF 1.4772 (1.4667)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.31%)
USA tbill 3 mesi 0.91% (0.08%)
USA tbond 5 anni 2.21% (2.18%)
Grecia 10 anni 12.76% (12.63%)

Oro 1426.25 (1419.76)
Greggio 104.65 (103.82)
SPGS Commodity 711.21 (710.48)
Baltic Dry Index 1545 (1585)

Considerazioni
È interessante vedere come, in fondo, sembrerebbe che i downgrade o i fallimenti (intesi come "cut" al valore delle obbligazioni) siano fondamentalmente già nei prezzi. Non si spiegherebbe altrimenti la capacità del mercato di "restare in piedi"

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