USA
I dati macro non soddisfano pienamente, anche se su 192k nuovi posti non si sputa. Anche il tasso di disoccupazione scende a 8.9% ma gli investitori non ne restano particolarmente entusiasti. Nemmeno gli ordinativi alle fabbriche riescono a cambiare il "mood" di mercati che guarda piuttosto con molta preoccupazione il greggio oltre 104.
DJI -0.74%, SPX -0.72%, Nasdaq -0.50%, VIX 19.06 (+2.47%)
Europa
Sembrava andare tutto bene durante la sessione con alcuni dati societari positivi. La reazione dei mercati USA ai dati sul lavoro e il prezzo del greggio però, cambia le carte in tavola e da metà sessione in poi, gli indici puntano al ribasso e non riescono più a recuperare.
CAC -1.00%, DAX -0.65%, SMI -1.04%, DJES50 -0.68%, V2X 23.64 (-1.24%)
Giappone
Non solo il greggio a 106 potrebbe dare qualche grattacapo alla crescita interna, ma il costo dell'energia potrebbe togliere "risorse" di reddito a tanti altri consumatori in giro per il mondo. Così la pensano gli investitori giapponesi che scaricano i titoli dei vari esportatori e penalizzano il nikkei.
Nikkei -1.76%
Asia
Reazione meno estrema del Giappone per gli altri mercati asiatici dove troviamo però una forte dispersione. Shanghai si fida degli annunci del governo riguardo al consumo interno driver della crescita dei prossimi anni, mentre in India il costo dell'energia sembra essere più rilevante e penalizza gli azionari
Hang Seng -0.34%, Straits Time +0.09%, Taiwan -0.80%, Shanghai +1.81%, Sensex -1.81%
FX
USDCHF 0.9252 (0.9322)
USDJPY 82.26 (82.33)
EURUSD 1.3976 (1.3959)
EURCHF 1.2930 (1.3012)
EURGBP 0.8601 (0.8573)
GBPUSD 1.6251 (1.6280)
GBPCHF 1.5030 (1.5176)
USD libor 3 mesi 0.31% (0.31%)
USA tbill 3 mesi 0.11% (0.12%)
USA tbond 5 anni 2.17% (2.29%)
Grecia 10 anni 12.25% (12.08%)
Oro 1437.85 (1416.45)
Greggio 106.02 (102.41)
SPGS Commodity 719.62 (711.68)
Baltic Dry Index 1346 (1317)
Considerazioni
È interessante notare come l'annuncio di Trichet abbia fatto schizzare il valore dell'EUR che non era sceso per un problema di livello dei tassi, quanto più per il rischio dei PIGS. Ad oggi, i tassi richiesti dal mercato per i periferici, sfiorano i massimi degli ultimi anni eppure l'EUR resta in area 1.40 contro il dollaro. Siamo di nuovo di fronte ad un problema più politico (summit europeo) che economico e finanziario.

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