venerdì 31 dicembre 2010

20101230 - considerazioni di fine anno

Invece del solito "mercati", ecco un po' di retrospettiva, che ha più il gusto di considerazioni e riflessioni di vario genere su un anno, in fondo, interessante.

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Finanziariamente è stato un anno molto interessante. Partendo dalle previsioni di inizio 2010 che si basavano su una ripresa moderata e una potenziale inflazione, rispettivamente con il rischio di timing sulle exit strategies (troppo presto, troppo tardi), già nel mese di marzo ci siamo imbattuti nel problema Grecia, al quale hanno seguito il problema Ungheria (dati falsi) e soprattutto Irlanda con uno spillover verso Portogallo, Spagna, Italia e qualcuno ha iniziato a parlare di Belgio e Olanda.

Negli Stati Uniti invece, piuttosto che parlare di Exit Strategy dalle politiche di stimolo straordinario, Bernanke ha attivato quello che è poi stato ridefinito il QE2, da 600 mia di USD di acquisti di obbligazioni governative.

I paesi emergenti invece, considerati il nuovo motore della crescita mondiale nel corso dell'anno hanno attivato politiche di limitazione di afflusso dei capitali, cosi come la Cina e altri hanno iniziato ad avere a che fare con pressioni inflattive e hanno iniziato ad alzare i tassi di riferimento, rispettivamente ad attivare altre politiche per ridurre il rischio di inflazione, vuoi con riserve obbligatorie, vuoi con la limitazione del credito, …

Le società mostrano uno scenario ancora più diversificato. Molte società hanno fatto bene, molto bene. Dopo aver ristrutturato nel corso del 2009, hanno saputo sfruttare gli sbocchi verso mercati emergenti, il deprezzamento delle valute, … per ottenere ottimi risultati. Altre società sono andate molto meno bene, colpite da nuove tassazioni oppure con un mercato di sbocco domestico che non ne ha voluto sapere di riprendere.
Le società finanziarie si dividono ancora di più. Da quelle che hanno ripreso a macinare utili, a quelle che invece sono rimaste ancora alle prese con titoli in qualche modo tossico nel loro bilancio (non per forza subprime, più probabilmente debito di qualche paese messo male). Inoltre, su alcune queste società hanno iniziato a cadere accuse di vario genere. Accuse relative alle operazioni che hanno portato alla crisi (Goldman Sachs con Abacus) fino alle pratiche per spremere la clientela già in difficoltà (Bank of America e altre con le carte di credito).
Basilea III ha poi continuato a costruire un quadro normativo che cerca sempre più di essere una gabbia per impedire che la funzione originale delle banche (mediazione) resti tale e che queste entità non diventino (o restino) degli enormi hedge funds che però devono essere salvati quando le cose vanno male.

Salvataggi... è uno dei grandi punti interrogativi. Non tanto per la questione se sia necessario o meno salvare una banca, uno stato o qualche società particolarmente connessa al tessuto economico, quanto più per determinare chi ne deve pagare il conto. I salvataggi in fretta e furia del 2008 alla fine sono costati forse più ai cittadini (in termini di utilizzo delle risorse dello stato pagate tramite le tasse) che non agli investitori. Certo, i titoli azionari sono crollati e non tutti sono tornati ai livelli precedenti. Tolta Lehman, sono pochi però gli obbligazionisti, anche quelli subordinati, che sono dovuti passare alla cassa.
La Germania, con Merkel, si è fatta paladina di imporre anche agli obbligazionisti il costo della ristrutturazione.

In fondo, il 2010 potrebbe venire ricordato come il l'anno del fallimento delle politiche fiscali e monetarie. Non perchè non abbiano avuto effetto. Piuttosto perchè la quantità enorme di liquidità immessa nel sistema, che nelle idee di politici e governatori delle banche centrali doveva finire nell'economia reale, è andata altrove. Parte a risanare qualche bilancio senza per questo portare a nuovi investimenti, parte semplicemente nel sistema finanziario.

Il mancato effetto sull'economia reale ha evidentemente reso difficile l'incremento del PIL reale, a sua volta generando problemi di deficit primario (la capacità di pagare gli interessi sul credito governativo). Non solo: molti i governi si trovano ora senza particolari risorse da poter usare per sostenere i cittadini in difficoltà (disoccupati e/o pensioni per anziani) e potenzialmente senza risorse per poter attivare i grandi progetti pubblici e offrire quei posti di lavoro che il settore privato non riesce ancora a generare in modo sufficiente.

A fare le spese, finanziariamente parlando, di questa situazione quindi, non sono stati i mercati azionari, che in fondo hanno retto piuttosto bene, quanto più le obbligazioni di alcuni stati e soprattutto le valute, EUR e USD in prima fila che per motivi diversi (rischio e debasement) si sono deprezzati.

Certo, guardando il dollar index, sembra non sia successo quasi nulla all'infuori della volatilità. Ma il dollar index è zeppo di EUR.

Piuttosto USDAUD -11%, USDJPY -12%, USDCHF -9%, …
E a sua volta, EURUSD, nonostante i recuperi, -7.21%
Se si preferisce, l'oro espresso in dollari +28%, espresso in EUR +38%

Un segnale piuttosto evidente che:
a) la liquidità immessa nel sistema non è finita nell'economia reale
b) gli investitori non si fidano molto di quello che potrebbe succedere in futuro

Senza particolare valore reale, ma comunque curioso, si può esprimere l'andamento dei mercati azionari in oro, invece che nella valuta di riferimento... troviamo quindi MSCI USA a -9%, MSCI Svizzera a -12%, MSCI Europe a -19%, MSCI Japan -10%, MSCI Emerging -7%

Un eccesso di positività sull'oro, forse. Un eccesso di negatività sulle valute, forse.

Uno degli aspetti probabilmente ricercati o per lo meno accettati, nel 2010, sulla questione valutaria è relativo all'attività economica di un paese quando se ne deprezza la valuta.
Evidentemente, diventa più oneroso acquistare merce di importazione e viceversa diventa più facile esportare merci prodotte. Considerando però che EUR e USD si sono fatti male a vicenda, la guerra delle valute si è svolta, fondamentalmente, tra paesi emergenti, fabbriche del mondo, e economie avanzate, consumatori del mondo. Alla potenziale ricerca di un nuovo equilibrio, un po' meno sbilanciato tra chi consuma e chi produce.
Bernanke non si è fatto troppi scrupoli quindi nel rovesciare qualche centinaio di mia di USD nell'economia, e in forma diversa anche Trichet ci ha messo del suo con piani e meccanismi di salvataggio, linee di credito pressochè gratuito per le banche, … mentre nei paesi emergenti si trovavano costretti ad aumentare i tassi per contenere l'inflazione.
Nel 2010, chi ha approfittato di questa situazione di svalutazione per favorire le esportazioni, sono gli stati efficienti e rigorosi come la Germania tanto che se l'indice Stoxx 50 (in EUR) è rimasto praticamente piatto, l'indice DAX ha guadagnato il 14%. Insomma, qualcuno, nel 2010, da questa situazione ne è uscito vincente.

Il 2011 in qualche modo dovrà fare i conti con una serie di situazioni piuttosto critiche, che ci portiamo dietro dalla crisi e da anni durante i quali molti cittadini e molti stati hanno vissuto al disopra delle loro possibilità:
La disoccupazione in Europa e negli USA è rimasta alta, 9.57% l'ultimo dato rilevato negli USA, attorno al 10% per l'Europa
Tensioni sociali (scioperi in prima battuta) che già nel 2010 hanno più che infastidito
Una quantità enorme di liquidità bloccata in investimenti finanziari, tra i quali l'oro, che potrebbe essere poco controllabile e potrebbe fluire da una parte all'altra del mercato con effetti reali difficilmente valutabili
Governi in difficoltà che, oltre a tagliare le spese dovranno trovare il modo di migliorare le entrate (tramite gettito fiscale)
Sistema societario e finanziario davvero globale, in un sistema giuridico e fiscale ancora ancorato ai singoli stati

Ovviamente è difficile dire cosa potrà succedere e cosa succederà nel 2011 e oltre.
Potrebbe andare tutto benissimo, con un flusso dagli investimenti finanziari a quelli reali in modo controllato, generando posti di lavoro e al tempo stesso senza generare inflazione. Attività economica che migliorerebbe immediatamente il gettito fiscale, risolvendo i problemi di molti stati.
Oppure potrebbe andare tutto male, con un crescendo di problemi di debito governativo e di tensioni sociali sempre più intenso che avrebbe influsso prima o poi, anche sulle attività economiche e finanziarie, rendendo vani gli sforzi di ristrutturazione degli anni scorsi.

Ci aspetta un anno quindi che, probabilmente, non semplificherà la vita di chi deve gestire i patrimoni.

giovedì 30 dicembre 2010

20101229 - Azionario e Forex

USA
Ai pochi investitori rimasti (i volumi sono sempre bassi), piace molto l'idea che il greggio si stia consolidando sopra 90 usd/bbl. È uno dei pochi "driver" del mercato di ieri che, trascinato dai petroliferi ed energetici, riesci a chiudere una nuova sessione positiva.
DJI +0.09%, SPX +0.10%, Nasdaq +0.19%, VIX 17.28 (-1.37%)

Europa
Rimbalzano anche i mercati europei. Anche sui mercati del vecchio continente i volumi restano al minimo e i pochi dati pubblicati riguardano l'inflazione al consumo in alcuni laender tedeschi (tutti al rialzo). Alcuni analisti riportano che la sensazione è di ripresa che sta prendendo forza. Nestlé (-0.27%) acquista 2 società turche e gli investitori non apprezzano. Visto il peso del titolo, lo SMI risulta in controtendenza.
CAC +0.83%, DAX +0.34%, SMI -0.04%, DJES50 +0.60%

Giappone
Sul qualche monitor deve essere finalmente apparso 81.xx a fianco di USDJPY... certo non è quell'80.xx che si era visto a fine ottobre, ma non è particolarmente piacevole lo stesso, di certo non per gli esportatori giapponesi che si prendono un'altra bella mazzata. Indice al ribasso e tante domande sulla sostenibilità dell'economia giapponese con una valuta così forte (problema conosciuto anche dagli svizzeri).
Nikkei -1.12%

Asia
Va un po' meglio per i mercati asiatici che comunque devono fare i conti con un dollaro piuttosto debole e la solita Cina con le sue politiche monetarie restrittive. Gli indici sono generalmente positivi anche se non mostrano particolari numeri.
Hang Seng -0.13%, Straits Time +0.18%, Taiwan +0.47%, Shanghai +0.32%, Sensex +0.34%

FX
USDCHF 0.9426 (0.9510)
USDJPY 81.40 (82.30)
EURUSD 1.3245 (1.3128)
EURCHF 1.2484 (1.2485)
EURGBP 0.8534 (0.8522)
GBPUSD 1.5520 (1.5404)
GBPCHF 1.4630 (1.4649)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.12% (0.14%)
USA tbond 5 anni 2.02% (2.16%)
Grecia 10 anni 12.49% (12.29%)

Oro 1414.07 (1404.57)
Greggio 91.20 (91.29)
SPGS Commodity 630.65 (630.32)
Baltic Dry Index 1773 (1773) (prezzo del 24/12)

Considerazioni
Bloomberg ha una funzione che mostra l'andamento da inizio anno degli indici azionari, sia in valuta locale che in una particolare valuta. È un buon modo per rendersi conto di quanto le valute abbiano influto quest'anno. Se impostato su CHF, lo Stoxx ha perso il 20%, l'america è appena in utile e lo SMI è piatto e il Giappone perde qualcosa. Se impostato su EUR, l'America, la Svizzera e il Giappone schizzano a +20%.

mercoledì 29 dicembre 2010

20101228 - Tassi asiatici e materie prime

USA
Pur con dati USA non esattamente brillanti, l'economia mondiale sembra continuare il suo cammino, e in una giornata da scambi con volumi minimi, i produttori di commodities riescono a sostenere l'indice, mentre i retailers risultano un po' scoraggiati dalle tormente di neve che stanno rallentando le vendite post natalizie. Anche le posizioni short sono però al minimo di sempre, con pochi trader che vogliono "restare fuori" quando la massa tornerà a guardare ai mercati.
DJI +0.18%, SPX +0.08%, Nasdaq -0.11%, VIX 17.52 (-0.85%)

Europa
La giornata si gioca più sul tema del nervosismo e dei bassi volumi (minimo dell'anno) che permettono ad ogni rumors di strapazzare il mercato, tanto in rialzo che in ribasso. Anche i dati USA su fiducia e prezzo delle case non portano di certo forza ai mercati che continuano a ciondolare attorno alla parità.
CAC -0.09%, DAX +0.02%, SMI +0.01%, DJES50 -0.08%

Giappone
Il rimbalzo delle commodities, sotto pressione negli ultimi giorni a causa delle politiche monetarie cinesi, riesce a dare nuova linfa al nikkei che ignora lo jpy ormai di nuovo in zona 82 (con buona pace della BoJ che tanto aveva promesso). Titoli legati alle materie prime, tanto i produttori quanto i trader, riescono quindi a dare un primo impulso positivo all'indice.
Nikkei +0.38%

Asia
DI nuovo mercati asiatici allineati con il Giappone che approfittano della ripresa dei prezzi delle materie prime e, per una volta, dimenticano delle possibili manovre della Cina. La reazione resta comunque limitata tanto a Shanghai, quanto a Taiwan, dove si sospetta che la banca centrale seguirà la BoC nella manovra monetaria di restringimento.
Hang Seng +1.00%, Straits Time +0.55%, Taiwan +0.03%, Shanghai +0.10%, Sensex +0.33%

FX
USDCHF 0.9510 (0.9554)
USDJPY 82.30 (82.42)
EURUSD 1.3128 (1.3230)
EURCHF 1.2485 (1.2639)
EURGBP 0.8522 (0.8550)
GBPUSD 1.5404 (1.5472)
GBPCHF 1.4649 (1.4781)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.14% (0.16%)
USA tbond 5 anni 2.16% (2.05%)
Grecia 10 anni 12.29% (12.28%)

Oro 1404.57 (1390.75)
Greggio 91.29 (91.02)
SPGS Commodity 630.32 (628.32)
Baltic Dry Index 1773 (1773)

Considerazioni
Osservare i mercati in questi giorni è davvero penoso. Il 2010 aveva già mostrato, in diverse occasioni, una certa incongruenza tra le varie asset classes, stiracchiate dalle varie operazioni di quantitative easing. Con il venir meno dei volumi, i movimenti si sono fatti ancora più caotici e soprattutto inattesi con cambi di direzione improvvisi. Chissà che follia se si arrivasse davvero a inserire una tassazione delle transazioni (con il relativo calo dei volumi).

martedì 28 dicembre 2010

20101227 - Cina e tempeste

USA
I volumi sono bassi, minimi. Da una parte le festività, dall'altra una tormenta di neve su NY rallenta il tutto. Con i volumi bassi, sale la volatilità: si parte malissimo sulla politica monetaria cinese, poi si recupera sia con AIG (+9.29%) sempre più vicina a recuperare l'indipendenza dal governo, sia con le emissioni governative andate piuttosto bene che riportano i rendimenti alla parità dopo un aumento di 5 basis.
DJI -0.16%, SPX +0.06%, Nasdaq -0.02%, VIX 17.67 (+7.29%)

Europa
Si parte male, molto male. L'aumento dei tassi in Cina mette paura ad alcuni esportatori che si appoggiano su quei mercati come Daimler (-4.62%) e Volkswagen (-4.76%). Ma i volumi restano ad un terzo della media con il mercato inglese chiuso per il Boxing Day. Ancora qualche problema per le banche spagnole, con l'emissione di crediti ipotecari ai minimi.
CAC -0.98%, DAX -1.23%, SMI -0.47%, DJES50 -1.24%

Giappone
Mercato giapponese sotto pressione per diversi aspetti. Il rialzo dei tassi cinese può colpire le esportazioni (così come per Daimler e Volkswagen) verso il gigante giallo, il dollaro in ribasso va a penalizzare uno dei principali mercati di sbocco, ma si aggiunge anche che il possibile rallentamento cinese va a colpire il prezzo delle materie prime. Giornataccia.
Nikkei -0.61%

Asia
I problemi sono simili anche per i mercati asiatici, anche se qualcuno dei mercati era aperto ieri e ha già iniziato a scontare la situazione. In generale la politica monetaria cinese risulta il maggiore problema e come per il Giappone, il possibile rallentamento che ne segue, va a pesare sulle materie prime e i titoli settoriali.
Hang Seng -0.91%, Straits Time +0.31%, Taiwan -0.24%, Shanghai -0.79%, Sensex +0.01%

FX
USDCHF 0.9554 (0.9569)
USDJPY 82.42 (83.00)
EURUSD 1.3230 (1.3128)
URCHF 1.2639 (1.2563)
EURGBP 0.8550 (0.8508)
GBPUSD 1.5472 (1.5430)
GBPCHF 1.4781 (1.4764)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.16% (0.13%)
USA tbond 5 anni 2.05% (2.05%)
Grecia 10 anni 12.28% (12.20%)

Oro 1390.75 (1383.60)
Greggio 91.02 (91.51)
SPGS Commodity 628.32 (628.32)
Baltic Dry Index 1773 (1795)

Considerazioni
La politica monetaria cinese potrebbe diventare la bestia nera di molti investitori. La maggior parte degli outlook presentano i mercati emergenti come la grande opportunità del 2011... ma se la Cina iniziasse davvero a combattere l'inflazione, senza guardare ai mercati finanziari ma facendo attenzione solo all'economia reale, la situazione potrebbe diventare meno rosea del presente, almeno per gli investitori.

venerdì 24 dicembre 2010

20101223 - macro e PE

USA
Non bastano i dati sugli ordinativi di ordini durevoli e una nuova discesa delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione. Gli investitori considerano che molti di questi dati siano già nei prezzi (Price Earning). Inoltre, le vendite di nuove case risultano più basse del previsto, nonostante una correzione del dato precedente. Qualche problema poi per Bank of America (-2.39%) in quanto sarà possibile usare la statistica per valutare la possibile frode sui crediti
DJI +0.12%, SPX -0.16%, Nasdaq -0.25%, VIX 16.47 (+6.60%)

Europa
Allied Irish (-19.75%) finisce sotto il controllo governativo. Nonostante i bassi volumi però, i dati in arrivo dagli USA riescono a risollvare il morale e grazie soprattutto ai titoli legati alla salute, l'indice esteso riesce a chiudere la sessione in positivo. Non così bene invece gli indici dei singoli paesi che subiscono invece maggiormente la situazione sui finanziari.
CAC -0.21%, DAX -0.14%, SMI +0.70%, DJES50 -0.18%

Giappone
Se nella sessione precedente (mercoledì) il governo aveva dato un buon outlook per le esportazioni, l'indebolimento del dollaro (di nuovo sotto 83) riporta i dubbi sulla capacità degli esportatori di lavorare con un cambio così sfavorevole. Inoltre, dopo il rally delle ultime settimane, gli investitori temono le prese di profitto, creando un piccolo effetto domino.
Nikkei -0.75%

Asia
Un po' per le prese di profitto dopo un buon mese (prima di andare in vacanza), un po' per i problemi del Giappone e la sua valuta, un po' per i prezzi delle materie prime che scendono un po' trascinando mezzo settore, la sessione pre natalizia risulta negativa per i vari mercati asiatici.
Hang Seng -0.30%, Straits Time +0.19%, Taiwan -0.43%, Shanghai -0.56%, Sensex -0.20%

FX
USDCHF 0.9569 (0.9512)
USDJPY 83.00 (83.11)
EURUSD 1.3128 (1.3129)
URCHF 1.2563 (1.2489)
EURGBP 0.8508 (0.8513)
GBPUSD 1.5430 (1.5422)
GBPCHF 1.4764 (1.4672)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.13% (0.12%)
USA tbond 5 anni 2.05% (2.00%)
Grecia 10 anni 12.20% (12.01%)

Oro 1383.60 (1387.02)
Greggio 91.51 (90.67)
SPGS Commodity 628.32 (625.04)
Baltic Dry Index 1795 (1830)

Buon Natale a tutti i lettori !

giovedì 23 dicembre 2010

20101222 - In attesa del 2011

USA
Ottima sessione sui mercati USA, con i dati macro del PIL a +2.6% (anche se ci si aspettava un +2.8%), buoni dati societari da Walgreen (+5.48%), alcuni upgrade (Carnival +3.12%) e alcuni chiarimenti sulle necessità di capitale in base alla legge Dodd-Franck (Financial +1.07%). In generale, gli investitori si sentono tanto confidenti, da far calare il prezzo delle opzioni (volatilità).
DJI +0.23%, SPX +0.34%, Nasdaq +0.06%, VIX 15.45 (-6.31%)

Europa
Molto meno positiva la situazione sui mercati europei, anche se la siutazione cambia da settore a settore, influenzando in modo diverso gli indici. Alcuni analisti ricordano che nonostante tutti i problemi di deficit e debito governativo, le società hanno comunque ottimi bilanci. Stoxx 600 su, stoxx 50 giù. EUR...
CAC -0.20%, DAX -0.14%, SMI -0.07%, DJES50 -0.26%

Giappone
Chiuso per il compleanno dell'imperatore
Nikkei -%

Asia
Con gli USA che pubblicano dati per lo meno interessanti, i mercati asiatici prendono confidenza e nonostante il desiderio di prendere profitto prima delle feste, portano comunque gli indici in territorio positivo. Bene soprattutto i produttori di beni di largo consumo destinati alle economie avanzate.
Hang Seng +0.19%, Straits Time +0.42%, Taiwan +0.43%, Shanghai +0.14%, Sensex -0.10%

FX
USDCHF 0.9512 (0.9627)
USDJPY 83.11 (83.68)
EURUSD 1.3129 (1.3173)
URCHF 1.2489 (1.2681) (AAARRRGGGHHHH)
EURGBP 0.8513 (0.8474)
GBPUSD 1.5422 (1.5545)
GBPCHF 1.4672 (1.4965)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.13% (0.12%)
USA tbond 5 anni 2.00% (1.97%)
Grecia 10 anni 12.01% (11.90%)

Oro 1387.02 (1386.30)
Greggio 90.67 (89.47)
SPGS Commodity 625.04 (618.37)
Baltic Dry Index 1830 (1955)

Considerazioni
Sempre più analisti ricordano che il Portogallo ha un bilancio statale simile agli Stati Uniti e che l'insieme dell'EU è messa molto meglio che gli USA, il Giappone o UK. Si dovrebbe anche considerare quanto in passato l'economia è stata sollecitata dai deprezzamenti valutari, tanto in Italia, quanto in Giappone. Quest'anno l'EUR ha perso il 18% nei confronti dello JPY, dell'AUD e del CHF, 8.64% nei confronti del USD, ... Trichet, nonostante tutto, sta superando Bernanke.

martedì 21 dicembre 2010

20101220 - Distribuzione

USA
Sessione relativamente tranquilla sui mercati USA, nonostante l'odore di "junk" in arrivo dall'Irlanda e qualche problema per American Express (-3.43%) e Boeing (-2.7%). La prima per un "cut" da parte degli analisti, la seconda secondo rumors che il Dreamliner (787) potrebbe essere di nuovo ritardato. Per il resto però, gli investitori si convincono che la ripresa è qui per restare, in attesa dei dati sul pil di mercoledì.
DJI -0.12%, SPX +0.25%, Nasdaq +0.21%, VIX 16.41 (+1.86%)

Europa
Continuano gli annunci di società che prevedono di aumentare le vendite, in Cina: è la volta di Volkswagen (+3.65%). Questi dati, assieme ai dati USA di venerdì, permettono al mercato di avanzare nonostante le "minacce" di un cut al rating di Francia e Belgio da parte di Moody's, assieme alle banche Irlandesi portate a "junk" (minacce che si riflettono invece sull'EUR). Qualche problema per i retailers alle prese con le tormente di neve che potrebbero influenzare negativamente le vendite natalizie.
CAC +0.46%, DAX +0.52%, SMI -0.26%, DJES50 +0.62%

Giappone
Arrivano una serie di upgrade e price target sul mercato giapponese che mettono di buon umore gli investitori. Anche perchè, allo stesso tempo, la BoJ promette di acquistare la solita valangata di titoli governativi, pur di indebolire lo JPY. L'effetto sul cambio yen-dollaro è nullo, ma l'idea piace e gli esportatori esultano.
Nikkei +1.51%

Asia
Le esercitazioni coreane passano quasi inosservate, anzi, il nord dice che non "risponderà" (ad una esercitazione ???). Ad ogni modo, il calo della tensione e il buon andamento degli altri mercati, i possibili sviluppi del piano di stabilità europeo portano i mercati a guadagnare, assieme ad una ripresa delle materie prime, che si trascina gli importanti titoli settoriali.
Hang Seng +1.18%, Straits Time +0.35%, Taiwan +0.67%, Shanghai +1.85%, Sensex +0.90%

FX
USDCHF 0.9627 (0.9692)
USDJPY 83.68 (83.89)
EURUSD 1.3173 (1.3161)
EURCHF 1.2681 (1.2754)
EURGBP 0.8474 (0.8482)
GBPUSD 1.5545 (1.5517)
GBPCHF 1.4965 (1.5037)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.12% (0.11%)
USA tbond 5 anni 1.97% (1.94%)
Grecia 10 anni 11.90% (11.90%)

Oro 1386.30 (1384.85)
Greggio 89.47 (88.14)
SPGS Commodity 618.37 (612.46)
Baltic Dry Index 1955 (1999)

Considerazioni
Banca d'Italia pubblica qualche dato sulla ricchezza delle famiglie italiane: in media 350'000 EUR a nucleo. Fischia !!! Il 45% della ricchezza è detenuto dal 10% delle famiglie più ricche. Il 50% delle famiglie più povere, detiene il 10% della ricchezza. Ops. In termini economici (velocità di circolazione e effetto moltiplicatore) quanto vale lo stesso eur per quel 10% e per quel 50% ?

lunedì 20 dicembre 2010

20101217 - Venti di guerra (di nuovo)

Mercati Weekly
Portafogli Weekly
Multiasset Weekly

USA

Sessione finale della settimana un po' confusa, finita più o meno piatta. Da una parte Oracle (+3.9%), un leading indicator in espansione e i trader di opzioni che stanno scommettendo sul rialzo dei titoli finanziari. Dall'altra, l'Europa con i suoi problemi e i farmaceutici contrastati a causa di alcuni farmaci rifiutati dalla FDA. Alla fine, 6 titoli positivi per 5 titoli negativi.
DJI -0.06%, SPX +0.08%, Nasdaq +0.01%, VIX 16.11 (-7.36%)

Europa
Ad AstraZeneca (-6.72%) viene rifiutato un farmaco dalla FDA, all'Irlanda vengono tolti 6 "notch" di credito da Moody's, poi le previsioni di crescita economica vengono ridotte da 2.3% a 0.9%. Nonostante gli interventi della BoE per fornire circa 10 mia i mercati restano particolarmente nervosi. Non da ultimo, venerdì c'era la chiusura di opzioni e futures a complicare il tutto.
CAC -0.54%, DAX -0.60%, SMI -0.43%, DJES50 -0.84%

Giappone
Lo JPY continua a faticare attorno a 84, e l'indebolimento dell'EUR preoccupa gli investitori giapponesi che guardano anche a questo secondo sbocco per la produzione giapponese. Sono quindi le società con forti esportazioni (anche) verso l'Europa a soffrire maggiormente e a portare ad una sessione negativa.
Nikkei -0.85%

Asia
Oltre ai problemi europei, ci si mette anche la Corea del sud che decide di fare un po' di esercitazioni di artiglieria, ovviamente non a sud della penisola, ma proprio sull'isola di Yeonpyeong, già teatro dei colpi di artiglieria da parte del nord. Doppio problema quindi, che va ad aggiungersi ai soliti rumors e dubbi sulla politica monetaria cinese che affossa l'indice di Shanghai.
Hang Seng -0.99%, Straits Time -0.79%, Taiwan -0.56%, Shanghai -2.21%, Sensex -0.14%

FX
USDCHF 0.9692 (0.9603)
USDJPY 83.89 (83.94)
EURUSD 1.3161 (1.3290)
EURCHF 1.2754 (1.2760)
EURGBP 0.8482 (0.8506)
GBPUSD 1.5517 (1.5624)
GBPCHF 1.5037 (1.5000)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.11% (0.12%)
USA tbond 5 anni 1.94% (2.03%)
Grecia 10 anni 11.90% (11.92%)

Oro 1384.85 (1376.75)
Greggio 88.14 (88.11)
SPGS Commodity 612.46 (609.94)
Baltic Dry Index 1999 (2028)

Considerazioni
Come se non bastassero gli scenario da "tutto positivo, ma sufficienti rischi da preoccuparsi", altre schermaglie nella regione dell'Asia non sono sicuramente l'evento risolutore. Anzi... tutti gli scenari auspicano che i paesi emergenti, soprattutto asiatici, siano la forza trainante dei consumi del 2011. Una guerra, anche se regionale, renderebbe tutto davvero più difficile (ovviamente prima viene il problema umano).

venerdì 17 dicembre 2010

20101216 - Economia e politica

USA
Si ripete la sessione precedente, questa volta con risultati migliori: la richiesta di sussidi di disoccupazione è inferiore alle attese, vengono attivati i cantieri di case su un numero maggiore del previsto e l'attività manifatturiera nella regione di Philadelphia cresce. Gli indici riprendono a salire quindi, con l'eccezione delle posizioni "a intervento politico": VISA (-12.67%) e MasterCard (-10.32%) ma anche Transocean (-3.59%) sono nel mirino del governo, le prime per la storia del costo massimo a transazione, la seconda per le accuse sul pozzo esploso nel golfo del Messico
DJI +0.36%, SPX +0.62%, Nasdaq +0.71%, VIX 17.39 (-3.07%)

Europa
I dati USA vengono ben recepiti anche in Europa, dove però continua ad aleggiare il grande problema dei PIGS. Problema di indebitamento (e relativo salvataggio) che viene affrontato dai politici con un summit dove viene deciso di aumentare il bilancio della BCE e con un nuovo sistema di stabilità (dal 2013). Nonostante le rassicurazioni, la reazione dei mercati (e dell'eur) resta debole e gli indici continuano ad oscillare attorno alla parità.
CAC +0.21%, DAX +0.11%, SMI +0.09%, DJES50 +0.13%

Giappone
Calma piatta su un nikkei che continua a dibattersi tra un'economia USA in ripresa (secondo i dati), ma un dollaro che non ne vuole sapere di riprendere la strada dei 90-95. Tornando sotto 84, gli investitori tornano a scaricare le posizioni di esportatori, mentre il dollaro debole non riesce a rafforzare le commodities che vanno a pesare anche sui titoli settoriali.
Nikkei -0.07%

Asia
Quando stabile anche per gli altri mercati asiatici, dove i titoli tecnologici riescono ad approfittare della buona stella dei vari gadget elettronici (dai pad agli smartphone), mentre i dubbi sull'inflazione cinese e il prezzo delle commodities rende difficoltosa una performance generalizzata. Più o meno simile il numero di titoli positivi e quelli negativi.
Hang Seng -0.27%, Straits Time +0.01%, Taiwan +0.41%, Shanghai -0.30%, Sensex --%

FX
USDCHF 0.9603 (0.9669)
USDJPY 83.94 (84.32)
EURUSD 1.3290 (1.3217)
EURCHF 1.2760 (1.2779)
EURGBP 0.8506 (0.8496)
GBPUSD 1.5624 (1.5558)
GBPCHF 1.5000 (1.5043)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.12% (0.13%)
USA tbond 5 anni 2.03% (2.08%)
Grecia 10 anni 11.92% (11.86%)

Oro 1376.75 (1381.82)
Greggio 88.11 (88.49)
SPGS Commodity 609.94 (610.93)
Baltic Dry Index 2028 (2047)

Considerazioni
Arrivano sempre più outlook e in generale il quadro è simile: l'economia sta riprendendo, le cose tornano a funzionare ma... ma ci sono un sacco di problemi sul tavolo, problemi che possono rovesciare completamente la "visione" positiva. Una polarizzazione che porterà probabilmente ad un livello di volatilità piuttosto importante e con il quale bisognerà fare "i conti".

giovedì 16 dicembre 2010

20101215 - dati e tassi

USA
Nonostante gli sforzi della FED, i tassi salgono e qualcuno inizia a preoccuparsi di quello che potrebbe essere il costo del credito. Allo stesso tempo, la politica continua il suo cammino e VISA (-4.59%) e MasterCard (-1.93%) potrebbero vedersi imporre dei limiti ai costi per transazione. I dati macro però non sono male, soprattutto nell'ambito della produzione industriale, ma i venti che tirano in Europa non lasciano tranquilli gli investitori.
DJI -0.17%, SPX -0.51%, Nasdaq -0.46%, VIX 17.94 (+1.87%)

Europa
Moody's non ha niente di meglio da fare che mettere in negativo l'outlook per la Spagna (ci voleva Moody's ?). A farne le spese, sono soprattutto i titoli finanziari e ovviamente quelli iberici (BBVA -1.97%) ma tutto il settore (-1.81%) vuole partecipare. A fare da contraltare il settore farma, con Novartis (+4.94%) che viene premiata dagli investitori per l'acquisto di Alcon.
CAC -0.58%, DAX -0.16%, SMI +0.22%, DJES50 -0.69%

Giappone
jpy giù, nikkei su, poi il jpy recupera qualcosa, nikkei di nuovo giù... è una delle poche correlazioni che regge ancora sui mercati finanziari. Sono gli esportatori a fare da guida, nel bene o nel male, che però si trovano anche confrontati, oltre che con la valuta, con la situazione economica generale in EU e USA che continua a vedere grande indebitamento privato/pubblico e imprese che invece stanno relativamente bene.
Nikkei +0.04%

Asia
Con il dollaro che non si sa bene quale direzione voglia prendere, le commodities fanno una pausa, e viene a mancare uno dei driver principali per i mercati asiatici. Nonostante la manovra cinese contro l'inflazione sia stata meno "violenta" del previsto, qualcuno inizia a chiedersi se quanto fatto sarà sufficiente.
Hang Seng -0.38%, Straits Time +0.21%, Taiwan +0.29%, Shanghai -0.17%, Sensex +0.17%

FX
USDCHF 0.9669 (0.9626)
USDJPY 84.32 (83.90)
EURUSD 1.3217 (1.3318)
EURCHF 1.2779 (1.2823)
EURGBP 0.8496 (0.8463)
GBPUSD 1.5558 (1.5736)
GBPCHF 1.5043 (1.5148)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.13% (0.14%)
USA tbond 5 anni 2.08% (2.03%)
Grecia 10 anni 11.86% (11.74%)

Oro 1381.82 (1392.91)
Greggio 88.49 (87.78)
SPGS Commodity 610.93 (608.59)
Baltic Dry Index 2047 (2069)

Considerazioni
L'OCSE pubblica i dati di disoccupazione: non è che ci sia da stare tranquilli. Non tanto per il dato in sè stesso, quanto per la scomposizione, soprattutto per fascia di età. Non ho i dati di scoposizione del consumo, ma ho l'impressione che la domanda maggiore arrivi dai giovani che vogliono "mettere su casa". Se la disoccupazione tra i 15 e i 24 e il doppio di quella generale, faccio fatica a pensare che nei prossimi anni la domanda possa tornare ad essere motore della crescita. Non stupisce quindi la crescita della pressione fiscale.

mercoledì 15 dicembre 2010

20101214 - Retail sales

USA
La FED mantiene i suoi piani sull'acquisto di 600 mia di obbligazioni: "la crescita economica non è sufficientemente forte a creare posti di lavoro". All'annuncio gli indici perdono il mezzo punto di utile che avevano accumulato, per andare brevemente in perdita. Buono il recupero sul finale anche grazie ai dati sulle vendite retail in leggero aumento. Non tutti i retailer se la cavano però: Best Buy (-14.82%) lamenta eccessiva concorrenza e poche vendite sui beni alto di gamma (TV 3D).
DJI +0.42%, SPX +0.09%, Nasdaq +0.23%, VIX 17.61 (+0.34%)

Europa
Giornata positiva ma di attesa (per la FOMC), in una situazione dove, riportano alcuni broker, gli investitori aspettano per riportare rischio in portafoglio prima della fine dell'anno. Si muovono bene le compagnie aeree per un upgrade da parte di CS, mentre gli indici di fiducia ZEW tedeschi risultano leggermente superiori alle attese.
CAC +0.27%, DAX -0.03%, SMI +0.41%, DJES50 +0.22%

Giappone
Indice pressochè fermo nella sessione odierna. Da una parte i consumi negli States, dall'altra il clima di fiducia in Germania, non di meno il dollaro in leggero recupero. Ma sono pochi gli investitori che a metà dicembre sembrano pronti a rientrare in massa sul mercato. Soprattutto perchè a differenza del resto del mondo, la fiducia dei produttori giapponesi non risulta altissima, anzi.
Nikkei -0.07%

Asia
A parte i dati, il quadro stilato dalle autorità economiche USA e Giapponesi non è roseo, soprattutto la FED con i problemi legati all'occupazione. Venendo a mancare la forza dei titoli legati alle materie prime (il dollaro nella notte si è rafforzato lievemente), gli indici faticano a portarsi in positivo anche se recuperano gran parte delle perdite dell'apertura.
Hang Seng -0.71%, Straits Time -0.28%, Taiwan +0.19%, Shanghai +0.39%, Sensex -0.05%

FX
USDCHF 0.9626 (0.9683)
USDJPY 83.90 (83.46)
EURUSD 1.3318 (1.3394)
EURCHF 1.2823 (1.2969)
EURGBP 0.8463 (0.8442)
GBPUSD 1.5736 (1.5863)
GBPCHF 1.5148 (1.5361)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.13% (0.14%)
USA tbond 5 anni 2.03% (1.89%)
Grecia 10 anni 11.74% (11.68%)

Oro 1392.91 (1404.20)
Greggio 87.78 (88.46)
SPGS Commodity 608.59 (612.40)
Baltic Dry Index 2069 (2076)

Considerazioni
Questa settimana mi sono ancora trovato a discutere degli investimenti "a lungo termine". Ho scoperto che tanto più l'investimento è stato inefficiente in passato, tanto più il gestore (e l'investitore) allungano il "termine", arrivando, nel caso di questa settimana a parlare di "20-30 anni". Io continuo a pensarla un po' "alla Mandelbrot": il "lungo termine" è costituito da tanti "medio termine", i quali sono a loro volta costituiti da tanti "breve termine".

martedì 14 dicembre 2010

20101213 - Strutturale e ciclica

USA
Si parte bene, con la Cina da una parte che non alza i tassi ma chiede più riserve alle banche e l'accordo per estendere i vantaggi fiscali dell'era Bush. Verso il finale di sessione però, gli investitori iniziano a scaricare i titoli sui consumi (JC Penney -3.33%, Urban outfitter -2.82%) e l'indice, in attesa del FOMC di martedì se ne torna mestamente verso la parità.
DJI +0.16%, SPX +0.00%, Nasdaq -0.36%, VIX 17.55 (-0.34%)

Europa
L'operazione cinese sui tassi scatena un effetto domino: gli investitori tornano verso gli asset rischiosi, il dollaro scende, le commodities salgono e si portando dietro i titoli del settore. Restano fuori dal giro i titoli sulla salute (-0.21%) ma il settore delle materie prime volta a +1.17%.
CAC +0.91%, DAX +0.33%, SMI -0.00%, DJES50 +0.56%

Giappone
Se i titoli legati alle materie prime fanno bene, lo stesso stimolo per le materie prime, il dollaro debole, fa male agli esportatori giapponesi, da sempre particolarmente sensibili a questo tema. L'indice fluttua quindi tutto il giorno diviso tra queste 2 forze contrastanti.
Nikkei +0.22%

Asia
Scenario simile al Giappone per gli altri mercati asiatici dove, calmata l'euforia su riserve/tassi cinesi, si torna a valutare la capacità dell'occidente di assorbire la produzione asiatica, mentre le materie prime sono la manna per tutte le aziende settoriali.
Hang Seng +0.08%, Straits Time -0.07%, Taiwan +0.04%, Shanghai +0.25%, Sensex +0.53%

FX
USDCHF 0.9683 (0.9836)
USDJPY 83.46 (84.13)
EURUSD 1.3394 (1.3194)
EURCHF 1.2969 (1.2978)
EURGBP 0.8442 (0.8359)
GBPUSD 1.5863 (1.5784)
GBPCHF 1.5361 (1.5526)

USD libor 3 mesi 0.30% (0.30%)
USA tbill 3 mesi 0.14% (0.12%)
USA tbond 5 anni 1.89% (2.05%)
Grecia 10 anni 11.68% (11.68%)

Oro 1404.20 (1388.60)
Greggio 88.46 (88.20)
SPGS Commodity 612.40 (609.10)
Baltic Dry Index 2076 (2095)

Considerazioni
Scorro il "sole 24 ore", finisco su un articolo di Krugman "la soluzione alla disoccupazione strutturale dipende dalla domanda"... e mi cadono le braccia. Krugman indica che siccome negli USA non ci sono gruppi di lavoratori che stanno meglio di altri, allora basta far ripartire la domanda e tutto andrà bene. Krugman: la domanda di quali beni? quelli prodotti nei paesi emergenti con operai a 200 USD al mese? Allarga i tuoi orizzonti e considera la forza lavoro a livello globale, non nazionale. Vedrai che troverai i gruppi di lavoratori impegnati 12 ore al giorno!

lunedì 13 dicembre 2010

20101210 - La fiducia natalizia

weekly - mercati
weekly - portafogli
weekly - multiasset

USA
Si parte un po' tesi, a causa della richiesta alle banche cinesi di aumentare le scorte per combattere l'inflazione; ma tra la fiducia dei consumatori in rialzo e una bilancia commerciale migliore delle attese le cose iniziano a girare meglio. Poi arriva la cara vecchia GE (+3.44%) che annuncia un aumento del dividendo! non serviva altro.
DJI +0.35%, SPX +0.60%, Nasdaq +0.63%, VIX 17.61 (+2.09%)

Europa
Sessione combattuta nel finale di settimana con l'indice stoxx 50 a intrecciare continuamente la parità. Da una parte i risultati aziendali, comunque relativamente buoni, dall'altra i problemi degli stati periferici, probabilmente arginati, ma che resteranno un peso nei prossimi mesi (anni). A trattenere gli indici sono quindi i titoli più legati a quest'ultimo problema: le banche (-0.90%)
CAC -0.02%, DAX +0.60%, SMI -0.28%, DJES50 -0.04%

Giappone
Da una parte il fatto che la Cina abbia attenuato i rumors su un eventuale rialzo dei tassi, dall'altra i consumatori statunitensi e infine lo jpy di nuovo sopra 84... si può desiderare altro ? bene quindi il mercato giapponese che approfitta dei tre fattori per mettere a segno una ulteriore buona sessione.
Nikkei +0.80%

Asia
La grande notizia, principalmente, arriva dalla Cina che si trattiene dall'alzare ulteriormente i tassi, almeno non tanto quanto il mercato stava prezzando. La reazione dell'indice di Shanghai, il più esposto, è immediata, ma l'onda lunga che passa per le commodities attraversa un po' tutti i mercati asiatici (a partire dall'Australia).
Hang Seng +0.31%, Straits Time -0.05%, Taiwan +0.20%, Shanghai +1.91%, Sensex -0.51%

FX
USDCHF 0.9836
USDJPY 84.13
EURUSD 1.3194
EURCHF 1.2978
EURGBP 0.8359
GBPUSD 1.5784
GBPCHF 1.5526

USD libor 3 mesi 0.30%
USA tbill 3 mesi 0.12%
USA tbond 5 anni 2.05%
Grecia 10 anni 11.68%

Oro 1388.60
Greggio 88.20
SPGS Commodity 609.10
Baltic Dry Index 2095

Considerazioni
La Cina si trova confrontata ad un bel problema. Da una parte le spinte inflazionistiche, che sta cercando di combattere in ogni modo, dall'altra una valuta "peggata" ad una FED che sta spingendo quanto più possibile l'inflazione (per non rischiare la deflazione). Se non lascerà riapprezzare lo yuan più rapidamente (cosa che abbatterebbe immediatamente l'inflazione) dovrà continuare a proporre misure sempre più ampie con tassi, riserve e limiti di credito. Un bel problema.