lunedì 13 dicembre 2010

20101210 - La fiducia natalizia

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USA
Si parte un po' tesi, a causa della richiesta alle banche cinesi di aumentare le scorte per combattere l'inflazione; ma tra la fiducia dei consumatori in rialzo e una bilancia commerciale migliore delle attese le cose iniziano a girare meglio. Poi arriva la cara vecchia GE (+3.44%) che annuncia un aumento del dividendo! non serviva altro.
DJI +0.35%, SPX +0.60%, Nasdaq +0.63%, VIX 17.61 (+2.09%)

Europa
Sessione combattuta nel finale di settimana con l'indice stoxx 50 a intrecciare continuamente la parità. Da una parte i risultati aziendali, comunque relativamente buoni, dall'altra i problemi degli stati periferici, probabilmente arginati, ma che resteranno un peso nei prossimi mesi (anni). A trattenere gli indici sono quindi i titoli più legati a quest'ultimo problema: le banche (-0.90%)
CAC -0.02%, DAX +0.60%, SMI -0.28%, DJES50 -0.04%

Giappone
Da una parte il fatto che la Cina abbia attenuato i rumors su un eventuale rialzo dei tassi, dall'altra i consumatori statunitensi e infine lo jpy di nuovo sopra 84... si può desiderare altro ? bene quindi il mercato giapponese che approfitta dei tre fattori per mettere a segno una ulteriore buona sessione.
Nikkei +0.80%

Asia
La grande notizia, principalmente, arriva dalla Cina che si trattiene dall'alzare ulteriormente i tassi, almeno non tanto quanto il mercato stava prezzando. La reazione dell'indice di Shanghai, il più esposto, è immediata, ma l'onda lunga che passa per le commodities attraversa un po' tutti i mercati asiatici (a partire dall'Australia).
Hang Seng +0.31%, Straits Time -0.05%, Taiwan +0.20%, Shanghai +1.91%, Sensex -0.51%

FX
USDCHF 0.9836
USDJPY 84.13
EURUSD 1.3194
EURCHF 1.2978
EURGBP 0.8359
GBPUSD 1.5784
GBPCHF 1.5526

USD libor 3 mesi 0.30%
USA tbill 3 mesi 0.12%
USA tbond 5 anni 2.05%
Grecia 10 anni 11.68%

Oro 1388.60
Greggio 88.20
SPGS Commodity 609.10
Baltic Dry Index 2095

Considerazioni
La Cina si trova confrontata ad un bel problema. Da una parte le spinte inflazionistiche, che sta cercando di combattere in ogni modo, dall'altra una valuta "peggata" ad una FED che sta spingendo quanto più possibile l'inflazione (per non rischiare la deflazione). Se non lascerà riapprezzare lo yuan più rapidamente (cosa che abbatterebbe immediatamente l'inflazione) dovrà continuare a proporre misure sempre più ampie con tassi, riserve e limiti di credito. Un bel problema.

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