venerdì 2 luglio 2010

20100701 - siamo in cima... e adesso ?

USA
Si parte sull'onda dei dati disoccupazione e si continua con gli indici manifatturieri. Dopo il primo disastro iniziale, le cose si raddrizzano un pochino sull'idea che forse, ma forse, la correzione è stata un po' eccessiva (giusto un -15.6% dai massimi di aprile). La chiusura risulta comunque negativa, in attesa dei dati aziendali e/o di un intervento governativo.
DJI -0.42%, SPX -0.32%, Nasdaq -0.27%, VIX 32.78 (-5.10%)

Europa
Parte tutto dalla lontana Cina, con l'indice manifatturiero a 52.1 invece che 53.2. Anche la Cina sta rallentando ed è un mezzo colpo. Nel pomeriggio l'accoppiata dei dati sulle richieste disoccupazione USA, così come gli indici manifatturieri USA, completano il quadro e gli indici si buttano in una nuova correzione dopo il miserabile tentativo di rimbalzo di ieri.
CAC -2.99%, DAX -1.81%, SMI -2.39%, DJES50 -2.12%

Giappone
Si trova un accordo per la ormai famigerata tassa sulle società minerarie in Australia. La tassa ci sarà, ma sarà più leggera del previsto. Questa notizia fa il paio con l'aumento delle esportazioni di macchinari per scavi e simili così che le società legate al settore riescono a trascinare l'indice a guadagnare qualcosa. La sessione resta nervosa e un calo di forza sui altri mercati asiatici riporta il nikkei verso la parità nel finale di sessione.
Nikkei -0.03%

Asia
Riapre Hong Kong dopo la giornata di pausa e si trova a dover "recuperare", con una pessima sessione. A fare buona compagnia all'indice di hong kong arriva Shanghai dove i timori che il rallentamento colpiranno gli utili, rispettivamente che la necessità di raccogliere capitale sposterà la liquidità dai mercati finanziari hanno il sopravvento sul tentativo di rimbalzo. Se la cavano invece Singapore e Taiwan, dopo le "botte" dei giorni scorsi.
Hang Seng -1.38%, Straits Time +0.61%, Taiwan +1.11%, Shanghai -1.47%, Sensex -0.03%

FX
USDCHF 1.0616 (1.0752)
USDJPY 87.91 (88.36)
EURUSD 1.2491 (1.2220)
EURCHF 1.3262 (1.3139)
EURGBP 0.9241 (0.8185)
GBPUSD 1.5155 (1.4928)
GBPCHF 1.6090 (1.6051)

USD libor 3 mesi 0.53% (0.53%)
USA tbill 3 mesi 0.17% (0.17%)
USA tbond 5 anni 1.80% (1.77%)
Grecia 10 anni 10.28% (10.43%)

Oro 1207.28 (1240.85) (sì, poco sopra 1200)
Greggio 72.98 (74.95)
SPGS Commodity 484.21 (495.18)
Baltic Dry Index 2351 (2406)

Considerazioni
E così, forse, si scopre che se l'Europa va maluccio, non è che gli USA siano eroici. Tutto ad un tratto il cambio EURUSD passa da "ora la Germania riprende il suo Marco Tedesco" a "quasi quasi mi ricompro un po' di EUR.
Il problema è per i portafogli: se l'azionario e le commodities si mettono con il contagocce, ci sono ancora portafogli dove avere il 50% di una valuta estera è la norma. Io ho l'impressione che la volatilità delle valute sia tale che questo approccio non sia più possibile.

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