mercoledì 30 giugno 2010

20100629 - Exit Strategy in salsa europea

USA
Clamorosa batosta per tutti gli indici dei mercati azionari. I dati dalla Cina, relativi ad uno "stop" dell'attività economica fanno squadra con i dati della fiducia dei consumatori USA in netto calo e alla BCE che chiude il piano straordinario di finanziamento alle banche, tenute a "restituire" gli aiuti. Il risultato è una sorta di collasso degli indici azionari di mezzo mondo dove i settori più difensivi (consumer, telecom, health care, utilities) chiudono tra -1.5% e -2%, mentre gli industriali e i finanziari crollano a -3.9%
DJI -2.65%, SPX -3.10%, Nasdaq -3.92%, VIX 34.13 (+17.69%)

Europa
Visto che buona parte del problema parte dall'Europa e la prima "exit strategy", sono proprio i mercati europei a soffrire le maggiori conseguenze della tripletta dei dati. Nonostante un euro in caduta libera, che al pari dello JPY per il Giappone, dovrebbe aiutare le esportazioni, i mercati del vecchio continente subiscono i maggiori danni.
CAC -4.01%, DAX -3.33%, SMI -2.64%, DJES50 -4.21%

Giappone
Se già nella sessione di ieri mattina l'indice nikkei stava scontando tanto il riapprezzamento dello yen e i problemi di crescita economica in Cina, nella sessione attuale ha dovuto prezzare la questione della fiducia dei consumatori USA che restano comunque una buona fetta delle esportazioni. Indice quindi sotto i minimi da 7 mesi a questa parte, ormai a circa 7% dal livello psicologico dei 10'000.
Nikkei -2.08%

Asia
Meglio degli altri mercati, ma comunque in difficoltà anche gli altri indici asiatici che devono fare i conti sullo scivolone di tutti gli altri mercati. I problemi del settore finanziario europeo e della fiducia dei consumatori non è così preponderante, ma il rallentamento della Cina pone qualche dubbio sulla capacità di trovare sbocchi per la produzione.
Hang Seng -0.59%, Straits Time -0.64%, Taiwan -1.27%, Shanghai -1.11%, Sensex -0.31%

FX
USDCHF 1.0823 (1.0919)
USDJPY 88.54 (89.40)
EURUSD 1.2209 (1.2385)
EURCHF 1.3212 (1.3522) (sì, proprio 32 !)
EURGBP 0.9116 (0.8230)
GBPUSD 1.5042 (1.5048)
GBPCHF 1.6275 (1.6432)

USD libor 3 mesi 0.53% (0.54%)
USA tbill 3 mesi 0.15% (0.12%)
USA tbond 5 anni 1.77% (1.89%)
Grecia 10 anni 10.45% (10.42%)

Oro 1241.35 (1256.60)
Greggio 75.72 (78.74)
SPGS Commodity 493.65 (511.86)
Baltic Dry Index 2447 (2501)

Considerazioni
Leggo in un report che Morgan Stanley ritiene l'indice di Shanghai uno Strong Buy perchè la manovra per lasciar apprezzare lo yuan ridurrà l'inflazione. Non sarò sofisticato come Morgan, ma ho sempre saputo che la riduzione di inflazione (non generata da un aumento dei tassi) è favorevole ai beni nominali (obbligazioni) e non il contrario. Ho anche sempre notato come un apprezzamento dello yen è decisamente sfavorevole all'indice nikkei. Perchè mai il mercato azionario cinese dovrebbe comportarsi esattamente all'opposto ?

1 commenti:

Lorenzo ha detto...

Perchè mai il mercato azionario cinese dovrebbe comportarsi esattamente all'opposto ?

quoto