mercoledì 16 giugno 2010

20100615 - 200

USA
Lavoro di squadra per i dati macro (indice generale economico della FED di NY salito a 19.6, prezzi dei beni importati calato) e i dati micro (Taiwan Semiconduttori che migliora le proprie previsioni, spingendo il settore tech). Ad aiutare ulteriormente arriva il superamento della tanto temuta media mobile a 200 giorni, considerata un ostacolo importante (sarà da confermare con la chiusura settimanale). Forte calo della volatilità.
DJI +2.10%, SPX +2.35%, Nasdaq +2.82%, VIX 25.87 (-9.48%)

Europa
Piuttosto bene anche i mercati europei dove però mancano le notizie macro e micro (anzi, lo ZEW sull'economia è risultato più basso delle previsioni). L'offerta di News Corp su BSkyB (+16.57%) porta a considerare i titoli azionari forse un po' troppo "puniti" dalle ultime correzioni. Ripresa quindi più o meno generale sui mercati, anche se più cauta di quella USA.
CAC +0.98%, DAX +0.82%, SMI +0.19%, DJES50 +0.64%

Giappone
Buona sessione dell'indice nikkei che in scia ai mercati USA (e approfittando dei buoni annunci macro) riesce ad arrampicarsi sopra 10'000. Di particolare aiuto la situazione sui semiconduttori, prodotti (anche) da società quali advantest (+2.6%). Una nota di colore da Nintendo (+4.84%) che annuncia i programmi per il prossimo anno (giochi e console).
Nikkei +1.80%

Asia
Buona parte dei mercati asiatici sono chiusi per il Dragon Boat Day/Tuen Ng Festival. I pochi mercati aperti approfittano della situazione sui mercati USA e sui semiconduttori.
Hang Seng --%, Straits Time +1.17%, Taiwan --%, Shanghai --%, Sensex +0.29%

FX
USDCHF 1.1300 (1.1414)
USDJPY 91.46 (91.52)
EURUSD 1.2326 (1.2205)
EURCHF 1.3929 (1.3931)
EURGBP 0.8323 (0.8284)
GBPUSD 1.4811 (1.4732)
GBPCHF 1.6735 (1.6813)

USD libor 3 mesi 0.54% (0.54%)
USA tbill 3 mesi 0.08% (0.06%)
USA tbond 5 anni 2.07% (2.05%)
Grecia 10 anni 9.08% (8.34%)

Oro 1233.90 (1221.15)
Greggio 76.87 (75.14)
SPGS Commodity 507.96 (500.10)
Baltic Dry Index 3020 (3115)

Considerazioni
La forza del rimbalzo di questi giorni si nota probabilmente più nell'EUR che non nelle azioni. La valuta europea è risalita da sotto 1.20 fino a oltre 1.23. Il rimbalzo dei titoli USA, ben più forte che sugli altri mercati, va però considerato attutito dal cambio valutario: salire del 3% sulle azioni e perdere 3% sulla valuta porta il risultato "in pari".

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