venerdì 18 dicembre 2009

20091217 - Il comitato di Basilea

USA
Il leading indicator se ne esce meglio delle attese, così come il l'indice di business della FED di Philadelphia, ma le previsioni caute di FedEx (-6.09%), i problemi di Citigroup (-7.25%), le nuove richieste di sussidi di disoccupazione più alte delle attese, per non parlare di un nuovo ritorno in scena di Meredith Witney (quella delle previsioni sul settore bancario (-1.81%) e della ripresa del dollaro che forse sta mettendo un po' in difficoltà i carry trader dell'ultima ora, hanno reso la sessione tanto nervosa quanto negativa.
DJI -1.27%, SPX -1.18%, Nasdaq -1.22%, VIX 22.51 (9.59%)

Europa
Dopo aver fatto festa grazie ai tempi di ricapitalizzazione, il settore bancario si è trovato di nuovo sotto pressione. Da una parte lo scarso successo dell'emissione di Citigroup, dall'altra il comitato di Basilea ha annunciato nuove e più stringenti regole sul capitale e gli utili da accantonare. La cosa non è affatto piaciuta al settore bancario (-2.70%) e assieme ad un nuovo e rinvigorito dollaro, ha trascinato al ribasso i mercati.
CAC -1.16%, DAX -1.00%, SMI -0.66%, DJES50 -1.19%

Giappone
Nikkei incerto nell'ultima sessione settimanale. Da una parte la sitauzione sugli altri mercati, le materie prime che perdono valore (più per il dollaro che altro), e il settore bancario in generale, dall'altra proprio il dollaro che riporta lo JPY in area 90 e lascia sperare in un po' di sostegno per gli utili degli esportatori.
Nikkei -0.2%

Asia
Anche i mercati asiatici sono un po' contrastati. Le nuove proposte di regolamentazione bancaria pesano sul settore (così come nel resto del mondo), ma interviene anche la Cina con nuove regole per il pagamento di terreno statale. I mercati si mettono quindi in "modalità incerta" e altri investitori pensano di prendere profitto prima della fine dell'anno.
Hang Seng -0.76%, Straits Time -0.83%, Taiwan +0.15%, Shanghai -1.06%, Sensex -0.38%

FX
USDCHF 1.0406 (1.0456)
USDJPY 89.62 (90.14)
EURUSD 1.4383 (1.4398)
EURCHF 1.4972 (1.5060)
EURGBP 0.8886 (0.8858)
GBPUSD 1.6185 (1.6252)
GBPCHF 1.6846 (1.6995)

USD libor 3 mesi 0.25% (0.25%)
USA tbill 3 mesi 0.03% (0.03%)
USA tbond 5 anni 2.22% (2.30%)

Oro 1106.70 (1132.00)
Greggio (JAN9) 72.83 (72.26)
SPGS Commodity 499.37 (503.55)
Baltic Dry Index 3376 (3474)

Considerazioni
Dopo le concessioni alle banche sui tempi di ripristino, ecco arrivare le nuove regole. È difficile pensare che il comitato di Basilea (o qualunque altro comitato simile) non cercasse di preparare nuove regole. In fondo, per più di un anno si è parlato di come sia stato il sistema finanziario a portare il mondo sull'orlo del baratro.

Questo è il mio ultimo mail "ufficiale" per il 2009. Domani iniziano le mie vacanze e il commento sui mercati potrebbe diventare sporadico.
Buone feste a tutti !

giovedì 17 dicembre 2009

20091216 - Ben, uomo dell'anno

USA
Arriva un fiotto di dati macro, il mercato ipotecario (stabile), i permessi di costruzione (al rialzo), i dati di inflazione CPI (secondo attese). Ma in realtà, non interessa nulla: tutti gli occhi sono puntati sul FOMC che però, non segnala nulla di nuovo. Tassi bassi ancora a lungo. Il mercato interpreta il messaggio come "le cose non sono ancora a posto" e si riporta rapidamente verso il pareggio. Il Dow viene "ostacolato" anche da Intel (-2.43%) nei guai per abuso di posizione dominante.
DJI -0.1%, SPX +0.11%, Nasdaq +0.27%, VIX 20.54 (-4.42%)

Europa
Il FOMC non riesce a fermare l'ottimismo sui mercati europei. L'euforia arriva dalle banche che avranno maggiore tempo per rimettersi in sesto secondo le nuove regole. Bancari (+2.42%) e assicurativi (+2.43%) trascinano il mercato che si lascia stupire, più tardi, dai dati USA e arrivare a toccare livelli che non si vedevano da un po'. Anche ING (+5.9%) vola grazie all'accettazione, da parte degli azionisti, di un'emissione a prezzi molto scontati. Buoni anche i titoli legati all'energia: le scorte di distillati sono scese più del previsto.
CAC +1.09%, DAX +1.58%, SMI +1.44%, DJES50 +1.31%

Giappone
Nonostante la FED abbia mantenuto i tassi bassi (e che altro poteva fare?) promettendo di proseguire a lungo, il dollaro ha continuato a riapprezzarsi riportando lo JPY oltre 0.9 e dando modo agli investitori sul nikkei di approfittare di un'altra buona sessione, ovviamente aiutata dagli esportatori che tornano nel loro "range" preferito tra 0.9 e 0.95.
Nikkei +0.41%

Asia
Meno entusiasti gli altri mercati asiatici che continuano, nonostante la potenziale ripresa degli USA a chiedersi se il trovarsi a metà, tra USA deboli con politica accomodante e Cina forte con politica restrittiva possa essere motivo di una performance da inizio anno che supera il 50% anche per il più debole Hang Seng (Il migliore resta Shanghai, con un +78.78%).
Hang Seng -0.91%, Straits Time +0.02%, Taiwan -0.07%, Shanghai -1.94%, Sensex -0.01%

FX
USDCHF 1.0456 (1.0409)
USDJPY 90.14 (89.47)
EURUSD 1.4398 (1.4532)
EURCHF 1.5060 (1.5133)
EURGBP 0.8858 (0.8948)
GBPUSD 1.6252 (1.6240)
GBPCHF 1.6995 (1.6913)

USD libor 3 mesi 0.25% (0.25%)
USA tbill 3 mesi 0.03% (0.04%)
USA tbond 5 anni 2.30% (2.31%)

Oro 1132.00 (1122.90)
Greggio (JAN9) 72.26 (70.61)
SPGS Commodity 503.55 (494.78)
Baltic Dry Index 3474 (3518)

Considerazioni
Vi è un aspetto che, un po', mi preoccupa. Dal fallimento di Lehman: che cosa è stato realmente fatto per risolvere i problemi che hanno causato la crisi ? Leggi contro il credito facile ? Obbligo di bilanci più solidi ? Regole contro le contrattazioni fuori bilancio ? Ieri l'ultima farsa, con le banche che potranno aspettare per recuperare il capitale proprio previsto. Insomma... tutto come se non fosse successo nulla.

mercoledì 16 dicembre 2009

20091215 - Inflazione e produzione

USA
I dati sulla produzione industriale sono positivi (non così il NY manufacturing), mentre quelli dei prezzi alla produzione (PPI) sono altrettanto positivi, e crescono più delle attese. Si diffonde quindi la paura che la FED possa decidere di alzare i tassi in anticipo, scatenando una corsa al dollaro e mettendo in difficoltà soprattutto il settore bancario. Nonostante la produzione industriale sia positiva, la GE (-1.25%) ha annunciato un 2010 di utili e ricavi piuttosto cauti (flat). Attenzione al greggio che riesce a salire anche con un dollaro al rialzo, rompendo quindi la correlazione.
DJI -0.47%, SPX -0.55%, Nasdaq -0.5%, VIX 21.49 (+1.61%)

Europa
Sessione in ordine sparso con bassi volumi e allo stesso tempo notizie macro contrastanti, soprattutto dagli USA, ma anche dagli indici di fiducia tedeschi. A salvare la baracca arriva l'ultimo dato USA (alle 14.30) che rilancia gli indici verso una chiusura leggermente positiva. Ai problemi Grecia, che hanno colpito diverse banche europee hanno dato risposta i titoli legati al greggio, tornato sopra i 70.
CAC +0.1%, DAX +0.16%, SMI +0.1%, DJES50 +0.12%

Giappone
Alcuni rumors parlano di un ritardo nell'imporre nuove norme di capitalizzazione al sistema finanziario. È un bel regalo di Natale per molte banche (sempre che il ritardo sia burocratico e non nasconda problemi più grandi del previsto), e assieme agli esportatori, che approfittano del rialzo del dollaro su tutte le valute, portano il nikkei verso nuovi livelli positivi.
Nikkei +0.82%

Asia
In asia invece gli investitori stanno prendendo profitto dalle posizioni, dopo che la Cina ha annunciato nuove restrizioni sul prestito per evitare un surriscaldamento eccessivo della propria economia (con relativa inflazione). Mercati asiatici quindi misti e senza particolari volumi.
Hang Seng -0.87%, Straits Time +0.19%, Taiwan -0.72%, Shanghai +0.09%, Sensex -0.35%

FX
USDCHF 1.0409 (1.0318)
USDJPY 89.47 (88.86)
EURUSD 1.4532 (1.4658)
EURCHF 1.5133 (1.5126)
EURGBP 0.8948 (0.8985)
GBPUSD 1.6240 (1.6312)
GBPCHF 1.6913 (1.6833)

USD libor 3 mesi 0.25% (0.25%)
USA tbill 3 mesi 0.04% (0.03%)
USA tbond 5 anni 2.31% (2.27%)

Oro 1122.90 (1127.50)
Greggio (JAN9) 70.61 (69.88)
SPGS Commodity 494.78 (491.93)
Baltic Dry Index 3518 (3530)

Considerazioni
Prezzi alla produzione su, ma produzione manifatturiera (NY) giù (o su meno delle attese). Sarebbe lo scenario peggiore dove i prezzi riprendono a salire e l'economia non riparte, lasciando le banche centrali con il cerino in mano: combattere l'inflazione o aiutare l'economia ? Non è ancora il caso di suonare le campane di allarme, visto che comunque i dati di produzione industriale sono buoni (ripresa) e l'utilizzo della capacità produttiva è scarso (inflazione giù), ma è lì dove gli analisti stanno tenendo gli occhi puntati.
http://www.reuters.com/article/idUSTRE5B92XZ20091215

martedì 15 dicembre 2009

20091214 - Obama e le banche

USA
Anche gli USA, come l'Europa, si fanno trascinare dalle notizie che arrivano dagli emirati, lanciando il settore bancario alla riscossa. E così come in Europa, le attività di M&A tra Exxon (-4.31%) e XTO (+15.35%) mandano in solluchero il mercato che si porta, finalmente, oltre i 1110 (S&P500). Il DJ chiude un po' meno frizzante, a causa proprio di Exxon.
DJI +0.28%, SPX +0.7%, Nasdaq +0.99%, VIX 20.72 (-4.03%)

Europa
La notizia della giornata è di nuovo legata a Dubai, con il governo di Abu Dhabi che rinuncia alla paghetta di una settimana (10 mia) per assicurarsi che Dubai possa rimborsare il primo bond. Grande sollievo, soprattutto nel segreto bancario che compensa ampiamente i cattivi dati macro della produzione industriale. Le attività di M&A, soprattutto in USA ma anche la nuova telenovela Cadbury forniscono materiale sufficiente per chiudere la giornata in positivo.
CAC +0.7%, DAX +0.8%, SMI +0.34%, DJES50 +0.79%

Giappone
Nonostante tutti gli sforzi, lo JPY non sembra voler riprendere la via dell'indebolimento. Pur non continuando a rafforzarsi, resta ad un livello che lascia l'amaro in bocca a molti esportatori (per i quali tra 90 e 95 è il livello "sostenibile"). Giornata quindi piatta nonostante gli interventi di Abu Dhabi.
Nikkei -0.02%

Asia
Anche gli altri mercati asiatici non sembrano essere particolarmente impressionanti dal salvataggio in extremis di Dubai da parte della cugina Abu Dhabi (anche perchè per ora si parla di 10 mia su oltre 65). Mercati misti quindi, in attesa di nuove indicazioni da parte della federal reserve sullo stato dell'economia e soprattutto delle potenziali exit strategies, disoccupazione, ...
Hang Seng -0.8%, Straits Time +0.22%, Taiwan -0.16%, Shanghai -0.15%, Sensex +0.27%

FX
USDCHF 1.0318 (1.0316)
USDJPY 88.86 (88.73)
EURUSD 1.4658 (1.4660)
EURCHF 1.5126 (1.5132)
EURGBP 0.8985 (0.9011)
GBPUSD 1.6312 (1.6266)
GBPCHF 1.6833 (1.6796)

USD libor 3 mesi 0.25% (0.25%)
USA tbill 3 mesi 0.03% (0.02%)
USA tbond 5 anni 2.27% (2.24%)

Oro 1127.50 (1124.50)
Greggio (JAN9) 69.88 (69.43)
SPGS Commodity 491.93 (489.32)
Baltic Dry Index 3530 (3579)

Considerazioni
Obama torna alla carica: "Non sono venuto alla casa bianca per salvare le banche di Wall Street". Dal punto di vista politico suona benissimo, dal punto di vista dei risultati invece la disoccupazione è salita oltre il 10% e le banche di Wall Street stanno facendo a gara per rimborsare il TARP e non essere ricattabili dal governo nell'accettare leggi, imposizioni e obblighi. Sarà interessante vedere se in qualche modo il governo riuscirà a convincere il sistema bancario a fare di nuovo credito alle piccole aziende (per creare posti di lavoro) o meno. Anche nella vicina penisola, i tremonti-bond non sembrano aver avuto particolare successo.

lunedì 14 dicembre 2009

20091211 - Previsioni

USA
Le vendite al dettaglio superano le attese, così come i dati di "sentiment" dei consumatori. Gli indici azionari rispondono piuttosto rapidamente ai nuovi dati, ma National Semiconductor (-3.6%) annuncia difficoltà nel potenziale di recupero di share di mercato, freddando il mercato dei semiconduttori e trascinando il nasdaq in territorio negativo. A fine sessione però, sono solo i titoli tecnologici a soffrire, mentre gli altri indici, più diversificati, riescono a chiudere in positivo.
DJI +0.63%, SPX +0.37%, Nasdaq -0.03%, VIX 21.59 (-3.27%)

Europa
Il mercato europeo continua a guardare da una parte ai dati USA e a quelli Cinesi, con una certa invidia, poi pone lo sguardo su Grecia, Spagna e Dubai e si pone molti dubbi. Nella sessione di venerdì, contano più i dati macro che i potenziali problemi dei vari stati e il mercato riesce a portare a termine una buona sessione, anche se sotto i massimi, soprattutto a causa del nervosismo sul mercato USA che tra le 17.00 e le 17.30 piazza una bella correzione.
CAC +0.14%, DAX +0.83%, SMI +0.01%, DJES50 +0.39%

Giappone
I dati del tankan, pubblicati domenica, avevano messo un po' di paura, soprattutto per il capex, sceso oltre le attese (-13.8%, vs -11.3%). L'indice stava quindi andando a saggiare di nuovo i 10'000. Lunedì mattina (oggi) sono stati pubblicati i dati di utilizzo della capacità produttiva (+0.2%) e della produzione industriale (+0.5%). Nonostante non siano dati da far girare la testa, gli investitori hanno preso positivamente la notizia e hanno allontanato l'indice dal livello psicologico di 10'000 portandosi rapidamente verso i 10'100.
Nikkei -0.22%

Asia
I mercati asiatici restano concentrati sull'andamento del dollaro e quindi delle materie prime. Le correlazioni sono piuttosto fluide in quanto il dollaro impatta tanto sul prezzo delle materie prime, quanto sulle possibilità di esportare. Le reazioni sono quindi piuttosto miste. Shanghai continua invece a ridurre il divario rispetto agli altri mercati, perdendo in modo importante nonostante i dati indichino come la Cina sia comunque in ripresa (probabilmente più solida che non molte altre "ripresine" in giro per il mondo).
Hang Seng +0.09%, Straits Time -0.29%, Taiwan +0.32%, Shanghai -1.94%, Sensex +0.47%

FX
USDCHF 1.0316 (1.0257)
USDJPY 88.73 (88.84)
EURUSD 1.4660 (1.4736)
EURCHF 1.5132 (1.5113)
EURGBP 0.9011 (0.9026)
GBPUSD 1.6266 (1.6321)
GBPCHF 1.6796 (1.6733)

USD libor 3 mesi 0.25% (0.25%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.02%)
USA tbond 5 anni 2.24% (2.20%)

Oro 1124.50 (1136.80)
Greggio (JAN9) 69.43 (70.89)
SPGS Commodity 489.32 (487.85)
Baltic Dry Index 3579 (3671)

Considerazioni
Dalla casa bianca arrivano una bella serie di previsioni: riduzione dei senza lavoro, aumento dei senza lavoro. Ci si mette anche Greenspan (ogni tanto lo svegliano), con un "la FED non potrà fare molto per la disoccupazione". La disoccupazione, nonostante i dati più o meno positivi, continua ad essere uno dei problemi "base" per il futuro: un disoccupato non spende e pesa sui già devastati bilanci pubblici (che è l'altro grosso problema).

venerdì 11 dicembre 2009

20091210 - Medie mobili

USA
L'effetto del dollaro molto debole inizia a farsi sentire e il trade deficit USA scende del 7.6% grazie, ovviamente, alle esportazioni. Allo stesso tempo, nonostante i dati settimanali siano peggiori delle attese, la media mobile a 4 settimane delle richieste di disoccupazione scende sotto i livelli di ottobre 2008. Gli investitori si sentono rassicurati e spingono per una sessione leggermente positiva.
DJI +0.67%, SPX +0.58%, Nasdaq +0.33%, VIX 22.32 (-1.5%)

Europa
Non ci sono particolari notizie e la tensione Spagna/Dubai/Grecia si allenta un pochino, permettendo ai titoli bancari di recuperare e di trascinare il resto del mercato. Dalle banche centrali arrivano intanto le rassicurazioni relative ai quantitative easing e ai tassi bassi (ecco perchè le banche) in quanto per il momento non si vede inflazione mentre la ripresa sembra ancora molto fragile.
CAC +1.09%, DAX +1.08%, SMI +0.93%, DJES50 +1.18%

Giappone
I dati USA influenzano di nuovo anche il Giappone e assieme ad un indebolimento dello JPY, gli esportatori riescono a dare un bel tono positivo alla sessione, trascinando di nuovo l'indice principale sopra i 10'000. Buona in particolare TDK (+5.42%), ma se la cavano molto bene anche alcuni titoli con esposizione verso il resto dell'Asia come Hitachi costruzioni (+4.06%).
Nikkei +2.28%

Asia
La crescita industriale cinese continua a salire a ritmi vertiginosi e i mercati asiatici, in generale, accolgono con particolare interesse la notizia tranne, stranamente Shanghai, che dopo un'ottima partenza lascia sul terreno quasi tutti i guadagni.
Hang Seng +1.68%, Straits Time +0.55%, Taiwan +1.53%, Shanghai -0.06%, Sensex +0.74%

FX
USDCHF 1.0257 (1.0278)
USDJPY 88.84 (87.74)
EURUSD 1.4736 (1.4705)
EURCHF 1.5113 (1.5121)
EURGBP 0.9026 (0.9051)
GBPUSD 1.6321 (1.6241)
GBPCHF 1.6733 (1.6695)

USD libor 3 mesi 0.25% (0.26%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.02%)
USA tbond 5 anni 2.20% (2.14%)

Oro 1136.80 (1127.20)
Greggio (JAN9) 70.89 (70.50)
SPGS Commodity 487.85 (468.10)
Baltic Dry Index 3671 (3791)

Considerazioni
Ogni tanto mi chiedo se non ci stiano realmente prendendo in giro... farsi sorprendere da una media mobile a 4 settimane è veramente il massimo, soprattutto perchè l'ultimo dato (che ha sorpreso al rialzo) conta per il 25% del risultato. Matematicamente (anzi, aritmeticamente) la media mobile sarebbe dovuta essere addirittura ancora più bassa. Non solo, la media mobile sta scendendo dal 27.3.2009, dove aveva toccato il picco di 658k (e ora siamo a 473k nuovi disoccupati). Volendo fare un altro paragone, il valore di oggi è di sole 10k unità inferiore al MASSIMO toccato nel 2001 e del 1991.

giovedì 10 dicembre 2009

20091209 - Olè

USA
Geithner annuncia un'altra valanga di mia di USD per il TARP, soprattutto a favore delle banche medio piccole (ce ne sono ancora ? ndr) e assieme agli annunci di rimborso da parte di Citigroup (-1.28%) qualcuno lo legge come ulteriore segnale che le cose stanno andando bene. Un tentativo di indebolimento del dollaro, riporta in auge i titoli legati alle materie prime mentre i dati di vendite all'ingrosso superiori alle attese completano un quadro di fatto relativamente positivo.
DJI +0.5%, SPX +0.37%, Nasdaq +0.49%, VIX 22.66 (-4.35%)

Europa
Dopo i casini con il downgrade della Grecia, ecco che ci si mette anche la Spagna. Non un downgrade ma un cambio di outlook da "stable" a "negative". Il cambiamento è sufficientemente forte da ammutolire che stava esultando per le esportazioni tedesche. I mercati, ancora nervosi per i problemi di Dubai e della Grecia, completano un'ulteriore sessione negativa. Non reggono nemmeno i pharma, con l'EU a parlare di "problemi di abuso di posizione dominante".
CAC -0.74%, DAX -0.72%, SMI -0.75%, DJES50 -1.09%

Giappone
Ancora paure per lo JPY e relativa difficoltà degli esportatori sul tormentato nikkei che torna mestamente sotto 10'000 dopo i fuochi artificiali degli scorsi giorni. Questo nonostante Sanyo (+7.55%) che chiude gli accordi con Panasonic (-1.25%). Anche Suzuki (-5.06%) si calma dopo i bollori di ieri con gli accordi con Volkswagen. Qualche analista inizia a temere che il "rally abbia terminato il suo momentum".
Nikkei -1.22%

Asia
Ancora qualche problema sugli altri mercati asiatici dove il governo cinese sta iniziando a imporre misure per fermare l'espansione eccessiva. Tutto questo nella stessa giornata relativa agli annunci di nuove misure per cercare di aiutare il consumo domestico. Gli investitori hanno infatti applaudito alle misure pro consumo in apertura, per poi guardare torvi ai nuovi annunci.
Hang Seng -0.75%, Straits Time -0.97%, Taiwan -1.53%, Shanghai -0.11%, Sensex -0.35%

FX
USDCHF 1.0278 (1.0256)
USDJPY 87.74 (88.35)
EURUSD 1.4705 (1.4728)
EURCHF 1.5121 (1.5106)
EURGBP 0.9051 (0.9055)
GBPUSD 1.6241 (1.6260)
GBPCHF 1.6695 (1.6681)

USD libor 3 mesi 0.56% (0.26%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.02%)
USA tbond 5 anni 2.14% (2.12%)

Oro 1127.20 (1133.70)
Greggio (JAN9) 70.50 (73.05)
SPGS Commodity 468.10 (495.94)
Baltic Dry Index 3791 (3902)

Considerazioni
Nei primi, svariati, outlook 2010 che si possono trovare qua e là, il ritornello è sempre lo stesso. Debito pubblico e strategie di uscita. Che la ripresa sarà difficile e tormentata sembra invece un dato acquisito. Per quanto riguarda l'andamento dei mercati invece, qualcuno si sbilancia (ad esempio si spara un bel +25% sullo stoxx) con indicazioni molto contrastanti su quando questa performance verrà realizzata: chi parla del Q1 e del Q4, chi del Q2 e Q3. Non invidio gli economisti "obbligati" a dare previsioni di mercato in questo bailamme di dati !

mercoledì 9 dicembre 2009

20091208 - Grecia e Dubai, con un pizzico di Germania

USA
La tensione dei mercati europei si fa sentire anche a Wall Street dove i problemi governativi rinforzano il dollaro (tanto per il calo dell'appetito di rischio, quanto per la paura sulla competitività delle esportazioni) e il problema produzione industriale tedesco viene rappresentato da un outlook da parte di 3M (-1.03%) molto cauto mentre McDonald (-2.13%) riporta vendite sotto le attese. I problemi del dollaro si ripercuotono poi sulle materie prime e di conseguenza sui titoli legati al settore. Nonostante il calo contenuto, la volatilità è tornata a salire.
DJI -1.0%, SPX -1.03%, Nasdaq -0.76%, VIX 23.69 (+7.19%)

Europa
Giornata di tensione sui mercati finanziari europei dove le notizie negative si sono sovrapposte: prima la produzione industriale tedesca, che ha stupìto al ribasso, poi Dubai che è tornata alla ribalta con una serie di affermazioni relative a quanto ci vorrà a rimettere assieme i pezzi, infine la Grecia che si è beccata un downgrade da Fitch. Troppo anche per l'ottimismo generale delle payroll USA di settimana scorsa. EUR in caduta con materie prime al seguito e banche a rincorrere.
CAC -1.43%, DAX -1.66%, SMI -1.1%, DJES50 -1.62%

Giappone
Ci mancavano solo i dati del GDP, inferiori alle attese (+1.3 vs +2.8%) nel mix di problemi. Anche in Giappone, molti investitori hanno iniziato a chiedersi se la velocità della ripresa non stia rallentando troppo e nemmeno il nuovo piano di stimolo riesce a convincere. Suzuki (+3.93%) è però in controtendenza grazie a Volkswagen che dovrebbe comprarsi fino al 20% della società.
Nikkei -1.35%

Asia
Malcontento anche sui mercati asiatici, dove le società legate alle materie prime vanno a braccetto con le banche che, probabilmente, dovranno continuare a raccogliere capitale, diluendo il valore dei titoli esistenti. I mercati mondiali comunque non aiutano e restano i dubbi sulle reali esposizioni di governi e banche su Grecia e Dubai.
Hang Seng -0.86%, Straits Time -0.16%, Taiwan +0.29%, Shanghai -1.23%, Sensex -0.25%

FX
USDCHF 1.0256 (1.0139)
USDJPY 88.35 (89.91)
EURUSD 1.4728 (1.4901)
EURCHF 1.5106 (1.5108)
EURGBP 0.9055 (0.9022)
GBPUSD 1.6260 (1.6510)
GBPCHF 1.6681 (1.6743)

USD libor 3 mesi 0.26% (0.26%)
USA tbill 3 mesi 0.02% (0.05%)
USA tbond 5 anni 2.12% (2.24%)

Oro 1133.70 (1157.25)
Greggio (JAN9) 73.05 (75.47)
SPGS Commodity 495.94 (503.33)
Baltic Dry Index 3902 (4107)

Considerazioni
La paura, in fondo, è che l'enorme debito privato del 2007 si sia "semplicemente" trasformato in debito pubblico e che il problema si sia semplicemente spostato invece che essere stato risolto. Se Dubai non è particolarmente "collegato" al resto del mondo finanziario, la Grecia si è ampiamente finanziata alle casse Europee mettendo a pegno i propri titoli di stato che rischiano di valere meno di quanto si pensasse. Questo potrebbe in effetti causare qualche problemino in più che non le palme degli emirati.

lunedì 7 dicembre 2009

20091204 - Sorpresona payrolls

USA
I dati payrolls mostrano come l'economia abbia falciato molti posti in meno di quanto non ci si aspettasse: -11'000 rispetto a -130'000 sul non-farm). La reazione dei mercati è violenta con un forte rialzo, soprattutto per i settori tecnologi, industriali e consumer. Poco più tardi però, qualcuno si domanda se una ripresa del genere non possa spingere la banca centrale a rialzare più rapidamente del previsto i tassi di interesse, con doppio effetto sul dollaro e grossi problemi per le commodities. Materials (-1.2%) ed energy (-0.8%), assieme a utilities (-0.42%) risultano infatti i settori comunque in perdita in questa giornata di festa
DJI +0.22%, SPX +0.55%, Nasdaq +0.98%, VIX 21.25 (-5.39%)

Europa
Fino alle 14.30 la giornata è decisamente fiacca con gli indici che non vogliono andare né da una parte né dall'altra. Alle 14.30 però, i dati USA sui payrolls stravolgono i piani: lo stoxx 50 mette a segno +45 punti nel giro di un paio di minuti, per continuare a crescere e calmarsi solo verso il finale. Unico settore che soffre resta il minerario perchè i dati sembrano avere un grande effetto anche sul dollaro e quindi sulle materie prime.
CAC +1.25%, DAX +0.82%, SMI +0.89%, DJES50 +1.19%

Giappone
Ottimo inizio di settimana per il Nikkei che si porta, questa volta saldamente, oltre i 10'000 grazie, soprattutto, al dollaro che venerdì si è di nuovo portato in area 90 JPY. Grande gioia quindi per gli esportatori che approfittano tanto della valuta, quanto del potenziale ritorno in forze dei "grandi consumatori" (tm).
Nikkei +1.45%

Asia
Reazione mista invece da parte degli altri mercati asiatici, soprattutto perchè molte loro valute sono "pegged" contro dollaro e non possono approfittarne. Si muove bene Taiwan che era rimasto un po' indietro negli ultimi giorni, mentre faticano tanto l'hang seng, quanto Shanghai e India.
Hang Seng -0.62%, Straits Time +0.4%, Taiwan +1.63%, Shanghai +0.21%, Sensex -0.25%

FX
USDCHF 1.0139 (1.0000)
USDJPY 89.91 (88.10)
EURUSD 1.4901 (1.5057)
EURCHF 1.5108 (1.5062)
EURGBP 0.9022 (0.9102)
GBPUSD 1.6510 (1.6538)
GBPCHF 1.6743 (1.6539)

USD libor 3 mesi 0.26% (0.26%)
USA tbill 3 mesi 0.05% (0.04%)
USA tbond 5 anni 2.24% (2.13%)

Oro 1157.25 (1204.35)
Greggio (JAN9) 75.47 (76.04)
SPGS Commodity 503.33 (508.49)
Baltic Dry Index 4107 (4062)

Considerazioni
Venendo meno il problema occupazionale si mette al suo posto un ulteriore pezzo del puzzle della ripresa, e alcuni analisti iniziano ora a parlare di ripresa sostenibile. Certo è difficile dire se si tratta solo di non tagliare più posti o anche di riassumere (vedremo se i dati diventeranno positivi il prossimo mese). Ad ogni modo, la notizia è molto buona e rimette un po' di speranza che con il lavoro arriverà il guadagno, quindi le spese, che sono una delle ultime cose a mancare (per il deficit pubblico, quella è un'altra storia).

venerdì 4 dicembre 2009

20091203 - ISM

USA
La giornata era radiosa, con i dati sulla disoccupazione leggermente migliori delle attese (457k new claim vs 480k attesi) e l'S&P500 sembrava destinato a salire sopra i 1110 per restarci. Più tardi sono però arrivati i dati ISM non manufacturing decisamente inferiori alle attese (PMI 48.7 vs 51.5, Business 49.6 vs 55.5) e gli indici hanno dovuto cedere in una svendita nell'ultima mezz'ora, accompagnata dai minerari che hanno seguito l'oro, sceso dai massimi. La situazione per i retailers intanto non sembra migliorare con pessimi dati (vendite -17%) da parte di Abercrombie (-9.3%).
DJI -0.83%, SPX -0.84%, Nasdaq -0.54%, VIX 22.46 (+6.34%)

Europa
I mercati europei partono piuttosto bene, nonostante dati in linea con le attese da parte europea. I primi dati USA permettono di rafforzare l'idea di una bella giornata positiva, ma i dati ISM arrivano "in tempo" per rovinare la festa. Rapida correzione subito dopo le 16 riporta gli indici verso la parità, anche in questo caso con la complicità dei minerari.
CAC +0.08%, DAX -0.2%, SMI +0.9%, DJES50 -0.06%

Giappone
Partenza di nuovo brillante per il Nikkei che si porta momentaneamente sopra i 10'000, ma la brutta chiusura degli USA porta l'indice a prendersi una pausa. L'idea di base è che dopo i rumors di ieri relativi agli interventi governativi, debba arrivare qualche notizia specifica e puntuale.
Nikkei -0.13%

Asia
Mercati asiatici un po' intimoriti dalla chiusura negativa di Wall Street e preoccupati da quelli che potrebbero essere i dati di occupazione (payrolls e unemployment rate) in arrivo nel pomeriggio. La battuta di arresto delle materie prime pone anche un limite alla capacità del settore minerario di continuare a trascinare il resto del mercato.
Hang Seng -1.39%, Straits Time -0.5%, Taiwan -0.29%, Shanghai -0.76%, Sensex -0.04%

FX
USDCHF 1.0000 (0.9993)
USDJPY 88.10 (87.75)
EURUSD 1.5057 (1.5086)
EURCHF 1.5062 (1.5077)
EURGBP 0.9102 (0.9051)
GBPUSD 1.6538 (1.6663)
GBPCHF 1.6539 (1.6657)

USD libor 3 mesi 0.26% (0.26%)
USA tbill 3 mesi 0.04% (0.04%)
USA tbond 5 anni 2.13% (2.09%)

Oro 1204.35 (1219)
Greggio (JAN9) 76.04 (76.60)
SPGS Commodity 508.49 (509.31)
Baltic Dry Index 4062 (3918)

Considerazioni
A ben guardare, i dati ISM hanno una volatilità tale, che la lettura di ieri potrebbe tranquillamente essere una normale oscillazione (rumore di fondo), magari "dopata" da una lettura precedente forse un po' troppo ottimistica. C'è da considerare infatti anche un certo livello di errore statistico. Il problema sta nel fatto che il mercato probabilmente legge il dato in relazione al movimento fatto dagli indici negli ultimi 7-8 mesi, continuando a porsi la domanda "non avremo esagerato ?" e chiedendosi, senza risposta, come sarà la ripresa del 2010. L'incertezza è tale che l'indice S&P500, dal 11 novembre continua a cercare di bucare i 1110 in chiusura ma di fatto si è mosso lateralmente.

giovedì 3 dicembre 2009

20091202 - Bank of America

USA
I dati sui licenziamenti annunciati sono migliori del dato precedente (50k vs 55k) ma i posti di lavoro calano più rapidamente delle attese, nonostante la correzione del dato precedente. Una discesa del greggio si porta dietro anche le altre materie prime e venendo a mancare i settori che normalmente spingono gli indici, mentre le vendite natalizie on-line permettono ad Amazon (+2.71%) ed altri retailer) di sostenere tanto il nasdaq quanto gli altri indici.
DJI -0.18%, SPX +0.03%, Nasdaq +0.42%, VIX 21.12 (-3.65%)

Europa
La sessione si sviluppa in modo piuttosto nervoso e senza una particolare direzione. Ci sono i soliti minerari che approfittano di una buona tenuta di greggio e metalli preziosi ma per il resto poco si muove. Nel pomeriggio i dati USA danno qualche scossone, ma il movimento delle 14.00 viene recuperato poco più tardi per una chiusura comunque positiva.
CAC +0.53%, DAX +0.09%, SMI +0.23%, DJES50 +0.22%

Giappone
Spettacolare reazione del Nikkei sui rumors che il governo giapponese potrebbe aumentare ulteriormente le sue azioni di quantitative easing allo scopo, questa volta, di sfracellare lo jpy. Un deprezzamento dello jpy porterebbe, si spera, un po' di reflazione, ma anche un buona dose di concorrenzialità agli esportatori. Approfittando di essere stato stra venduto nei giorni scorsi, il mercato reagisce con forza.
Nikkei +3.11%

Asia
La reazione dei mercati asiatici ai rumors sul Giappone risulta un po' mista. Da una parte, l'azionario che sale è sicuramente stimolante, dall'altra, il deprezzamento dello jpy non aiuta le esportazioni verso il Giappone, anzi. Sostenuto dai "soliti" nuovi massimi dell'oro e altre materie prime, i mercati asiatici cercano di resistere in una sessione che sembra più vicina a quelle europee.
Hang Seng +0.62%, Straits Time -0.08%, Taiwan -0.21%, Shanghai -0.36%, Sensex +0.71%

FX
USDCHF 0.9993 (0.9981)
USDJPY 87.75 (87.00)
EURUSD 1.5086 (1.5094)
EURCHF 1.5077 (1.5069)
EURGBP 0.9051 (0.9091)
GBPUSD 1.6663 (1.6590)
GBPCHF 1.6657 (1.6576)

USD libor 3 mesi 0.26% (0.26%)
USA tbill 3 mesi 0.04% (0.05%)
USA tbond 5 anni 2.09% (2.03%)

Oro 1219 (1214)
Greggio (JAN9) 76.60 (78.46)
SPGS Commodity 509.31 (517.83)
Baltic Dry Index 3918 (3836)

Considerazioni
Anche Bank of America non ci sta e decide di rimborsare 45 mia di USD di aiuti TARP a costo di emettere quasi 20 mia di USD di azioni. Con una capitalizzazione di borsa attuale di 135 mia, si tratta di annacquare il titolo e di parecchio. L'idea è quella di sottrarsi per quanto possibile alle nuove regolamentazioni che il governo sta varando (o cercando di varare). L'unica soddisfazione è che sui 45 mia di TARP, verranno pagati qualcosa come 3.6 mia di dividendi, a tutti gli effetti un dividendo interessante. Che poi il sistema finanziario possa proseguire ad operare così come aveva fatto in passato, è tutta un'altra storia.
http://www.ft.com/cms/s/0/9b684ef0-df93-11de-98ca-00144feab49a.html

mercoledì 2 dicembre 2009

20091201 - Time Bomb

USA
Rassicurati anche i mercati USA (assieme a quelli EU) sulla situazione di Dubai, si torna a "lavorare" di azionario con i mercati che mettono a segno una buona performance. Anche in questo caso buono il settore delle materie prime con l'oro che "fora" i 1200 USD/oz. (tra l'altro Barrick ha chiuso tutti i suoi "hedge" sul prezzo dell'oro!!). Anche le vendite di case esistenti (cresciute oltre le attese) hanno dato un bell'aiuto alla sessione. Volatilità finalmente in ribasso.
DJI +1.23%, SPX +1.21%, Nasdaq +1.46%, VIX 21.92 (-10.57%)

Europa
Ottimo riscatto da parte dei mercati europei, guidato principalmente dai finanziari che hanno particolarmente apprezzato lo sforzo di Dubai di ristrutturare almeno 26 mia (degli stimati 56) di debito. Come nel "pre Dubai" il ritorno in voga degli asset rischiosi colpisce il dollaro e di converso rilancia le materie prime, trascinando anche tutto il settore collegato al rialzo.
CAC +2.60%, DAX +2.68%, SMI +1.77%, DJES50 +2.66%

Giappone
Sessione parecchio nervosa per il nikkei che apre positivo per i titoli legati alle materie prime, poi scende in territorio negativo a causa su Sumco (-10.7%, risultato operativo negativo) e recupera più tardi anche grazie ad una serie di upgrade su alcuni titoli (ad esempio Tokio Electron +3.28%).
Nikkei +0.42%

Asia
Anche i mercati asiatici tornano a guardare con un po' più di fiducia il mercato azionario dopo le rassicurazioni da parte di Dubai e approfittano del rialzo dell'oro e delle altre materie prime per mettere a segno una buona sessione un po' su tutte le borse.
Hang Seng +1.28%, Straits Time +0.77%, Taiwan +0.37%, Shanghai +0.93%, Sensex +0.43%

FX
USDCHF 0.9981 (1.0042)
USDJPY 87.00 (87.28)
EURUSD 1.5094 (1.5011)
EURCHF 1.5069 (1.5080)
EURGBP 0.9091 (0.9132)
GBPUSD 1.6590 (1.6435)
GBPCHF 1.6576 (1.6499)

USD libor 3 mesi 0.56% (0.26%)
USA tbill 3 mesi 0.05% (0.05%)
USA tbond 5 anni 2.03% (1.99%)

Oro 1214 (1178.15)
Greggio (JAN9) 78.46 (77.40)
SPGS Commodity 517.83 (512.57)
Baltic Dry Index 3836 (3887)

Considerazioni
A prescindere da come si sta risolvendo la situazione di Dubai, ho trovato interessante uno dei tanti commenti nei bollettini sui mercati: "Dubai ci deve ricordare che ci sono ancora 'time bombs' sul mercato che possono esplodere da un momento all'altro. In questo caso, per fortuna, con poco impatto".
Per riprendere un commento della Gamma Foundation: "se il risk free paga 0.05% (t-bill a 3 mesi), ricevere il 6% comporta ovviamente dei rischi". Indipendentemente dai dati macro, dall'andamento degli indici, ...

martedì 1 dicembre 2009

20091130 - Dubai sì, Dubai no

USA
La sessione resta nervosa, con i retailers alle prese con le prime notizie relative alle vendite del Black Friday non particolarmente confortanti (indice retailers -0.52%) mentre le banche approfittano della sensazione che il problema Dubai sarà limitato, soprattutto sulle prime notizie di ristrutturazione (indice banche +3.35%). Nei retailers sembra la spuntino le vendite online di amazon e i siti di walmart, ma dopo la chiusura, Guess sorprende tutti con dati migliori delle attese. Volumi bassi e volatilità che fatica a recuperare.
DJI +0.34%, SPX +0.38%, Nasdaq +0.29%, VIX 24.51 (-1.37%)

Europa
Per tutta la sessione si rincorrono le voci di un salvataggio, completo, parziale, con la banca centrale, con la vicina Abu Dahbi, ... gli analisti iniziano a speculare chi potrebbe avere la maggiore esposizione verso Dubai e le sue banche commerciali e, nell'incertezza, colpiscono più o meno tutto il settore finanziario. I dubbi sono tali però da trascinare al ribasso tutti i settori, nessuno escluso.
CAC -1.11%, DAX -1.05%, SMI -1.19%, DJES50 -1.2%

Giappone
La Bank of Japan organizza un incontro non previsto e il mercato inizia a speculare che potrebbero arrivare nuovi aiuti all'economia. La riapertura del nikkei è quindi al rialzo dopo la già ottima giornata di ieri. L'indice sale rapidamente a quasi 9500 trascinato soprattutto dagli esportatori.
Nikkei +1.33%

Asia
Buona la riapertura degli altri mercati asiatici anche se l'entusiasmo è un po' smorzato dal possibile indebolimento dello jpy (che favorisce le esportazioni dal Giappone, e non verso il Giappone). L'impatto di Dubai viene stimato molto basso e limitato ad alcune posizioni di alcune banche, nulla a che vedere con i problemi di Lehman.
Hang Seng +0.54%, Straits Time +0.82%, Taiwan +0.54%, Shanghai -0.07%, Sensex +0.65%

FX
USDCHF 1.0042 (1.0006)
USDJPY 87.28 (86.44)
EURUSD 1.5011 (1.5073)
EURCHF 1.5080 (1.5088)
EURGBP 0.9132 (0.9096)
GBPUSD 1.6435 (1.6567)
GBPCHF 1.6499 (1.6579)

USD libor 3 mesi 0.26% (0.26%)
USA tbill 3 mesi 0.05% (0.02%)
USA tbond 5 anni 1.99% (2.05%)

Oro 1178.15 (1177.10)
Greggio (JAN9) 77.40 (76.66)
SPGS Commodity 512.57 (506.67)
Baltic Dry Index 3887 (3974)

Considerazioni
Tutti vogliono deprezzare la loro moneta, JPY, USD, EUR, perfino i cinesi, con la loro economia in forte espansione sostengono che lo yuan deve restare là dove si trova nei confronti del dollaro. Il problema sembra essere che tutte le economie mondiali siano in grado di (o vorrebbero) produrre montagne di beni da esportare, ma i consumatori ancora non si fanno vedere, almeno non per le somme che risolleverebbero tanto l'Europa, quanto gli USA o altre nazioni.
Per non parlare dei problemi della Grecia che approfitterebbe alla grande di un deprezzamento della propria valuta contro EUR... peccato che la propria valuta sia... l'EUR.